Stampa 3D nelle aziende italiane: lo stato dell’arte

Feb 27, 2017
 

di Simona Lissemore, Project Manager di NetConsulting cube

 

 

 

Le aziende italiane stanno cogliendo il valore della Stampa 3D e dell’Additive Manufacturing non solo a supporto delle attività di prototipazione e progettazione, in ragione del poter ridurre significativamente il time to market in R&D, ma anche nell’area Produzione, nella quale le stampanti 3D permettono processi produttivi unici rispetto a quanto permesso da macchine di tipo tradizionale.

L’Osservatorio sulla stampa 3D e sull’Additive Manufacturing realizzato da NetConsulting cube e da Cherry Consulting nel periodo dicembre 2016 – febbraio 2017 evidenzia come questo processo potrebbe essere fortemente accelerato dall’avvio del Piano Industria 4.0 del Ministro Calenda e dai benefici fiscali previsti per l’anno in corso, in particolare dalla possibilità di cumulare gli effetti della Nuova Sabatini.

Ciò che emerge chiaramente dall’analisi condotta è che le aziende italiane, dopo un approccio cauto, una introduzione della Stampa 3D limitata spesso all’attività di progettazione – ambito in cui genera evidenti benefici in termini di agilità, tempi ridotti di realizzazione, riduzione degli errori, efficienza – e dopo aver fatto riferimento a centri servizi esterni per colmare i gap di competenze interne su software 3D, macchine e materiali, ora guardano con interesse anche all’introduzione di macchine all’interno, anche in produzione e a supporto delle attività verso i canali distributivi.

Questo significa, ad esempio, introdurre le stampanti 3D all’interno delle fabbriche ed integrarle con gli altri sistemi di produzione per effettuare lavorazioni specifiche e speciali, con livelli di sofisticazione e personalizzazione prima non realizzabili; e grazie alla diffusione all’interno delle catene produttive, le macchine acquisiranno sempre più la sembianza di bracci robotici in grado di creare oggetti anche con inclinazioni a 6 assi.

Significa anche poter ottenere vantaggi competitivi derivanti da nuovi modelli di business; ad esempio, grazie alla possibilità offerta della stampa 3D di produrre “localmente” parti di ricambio e componenti personalizzate, direttamente a cura dei Partner delle reti distributive, attraverso la produzione di parti e ricambi con stampanti “decentrate” che operano su disegno e specifiche originali della casa produttrice.

 

Il ruolo della stampa 3D nell’innovazione dei modelli di business

 stampa 3d nelle aziende italiane

Fonte: NetConsulting cube, 2017

Un ruolo chiave nella Stampa 3D è giocato dall’intero ecosistema dell’Offerta, che si presenta molto composito ed articolato e spazia dai produttori di macchinari a quelli di materiali e filamenti, dai produttori di software fino ai system integrator, ai centri servizi ed ai Fab Lab. Dai Fornitori, le aziende si attendono supporto continuo ed aggiornamento, consulenza nell’accrescimento delle competenze, supporto nella definizione di modelli di analisi dei ritorni degli investimenti, sostegno nel disegno di un piano aziendale in logica Industria 4.0, nel quale la stampa 3D è un elemento che va integrato con gli altri impianti ed i sistemi in essere.

 

Il valore del mercato della stampa 3D in Italia

I dati mondiali, secondo i principali analisti, evidenziano un mercato complessivo che spazia dai 4 ai 7 miliardi di dollari; e per l’Italia, nel loro Osservatorio sulla stampa 3D e sull’Additive Manufacturing, NetConsulting cube e Cherry Consulting hanno preso le misure al nostro mercato, considerando tutte le componenti: hardware, software, materiale, servizi di integrazione, formazione e consulenza, attività dei centri servizi.

Il mercato in Italia, per la sola componente Business e con esclusione anche della Pubblica Amministrazione e della Sanità vale, nel 2016, circa 245 milioni di euro ed evidenzia tassi di crescita prospettici molto elevati per i prossimi due anni, anche grazie all’effetto atteso dal Piano Calenda sugli acquisti di nuove stampanti 3D.

 

Il mercato della stampa 3D in Italia, 2016-2018E

stampa 3d nelle aziende italiane

Fonte: NetConsulting cube e Cherry Consulting, 2017

Per il 2016 la componente relativa alle macchine è pari a circa 90 M€ e quella legata ai materiali incide per 50 M€. In prospettiva, sia l’acquisto di nuovi macchinari sia l’utilizzo intensivo di quelli già installati avrà un effetto moltiplicatore sull’utilizzo dei materiali e dei filamenti; e la “killer application” potrebbe essere rappresentata dal rilascio di stampanti 3D in grado di funzionare con tutti i materiali o buona parte di essi.

 

Il futuro delle aziende italiane sul tema della Stampa 3D

Il tema richiede una considerazione articolata.

Dall’Osservatorio si evince che oggi le aziende italiane evidenziano una sensibilità crescente sulla Stampa 3D, ma al tempo stesso emergono diversi aspetti ancora da mettere a fuoco. Ad esempio, quello relativo alle competenze interne su macchine, materiali e software e i macchinari; le regole relative all’accesso ai finanziamenti del Piano Industria 4.0 e della Nuova Sabatini; la definizione di business case complessivi; l’impatto sui processi e sui modelli organizzativi. Sono tutti aspetti su cui le aziende devono lavorare, in stretta sinergia con i propri Partner e Fornitori.

Molte aziende di diversi comparti industriali, in special modo quelli legati al made in Italy, sono già partite, anche se traspare una comprensibile ritrosia a rendere pubblici aspetti ed esperienze che oggi possono rappresentare un forte vantaggio competitivo sul mercato; tuttavia gli ambiti di applicazione ed i materiali utilizzabili sono in continua e forte evoluzione e richiedono particolare attenzione e specifiche competenze.

Per quanto il mercato della Stampa 3D sia ancora in formazione, si affacciano già all’orizzonte nuove tecnologie, quali la stampa 4D e l’uso di materiali in grado di modificarsi ed adattarsi nel tempo – ad esempio materiali plastici in grado di adattarsi alle esigenze del cliente oppure materiali organici – e la stampa 5D, che permetterà di archiviare moli di dati oggi inimmaginabili su nanostrutture in vetro.

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