Smart food: dalla frutta al caffè

Mag 08, 2017
 

Il cibo le bevande che diventano smart food. Dal banana phone alla cover che produce caffè, passando per le bottiglie fatte di rifiuti. Senza dimenticarci della convergenza fra virtuale e reale.

 

Smart food: un banana phone

“Attualmente in fase di raccolta fondi sul noto portale di crowdfunding, il Banana Phone – questo è davvero il nome del dispositivo – non è altro che una cornetta bluetooth da collegare al proprio smartphone per rispondere con stile alle chiamate. In breve, al posto di tirare fuori il telefono basta premere un pulsante e rispondere con la cornetta a forma di banana.”

Il progetto, che sembra uno scherzo, in relatà è la versione reale di un motivetto diventato virale sul web qualche anno fa.

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Manca soltanto che faccia il caffè!

Quante volte si dice questa frase riferendosi ad un prodotto tech? Ed ecco che anche questo “sogno” diventa realtà, grazie ad una cover per smartphone.

“Una cover che, letteralmente, è in grado di erogare in pochi minuti un caffè espresso: questo è possibile grazie alle alle cialde monouso da inserire sul lato, che vengono riscaldate da una resistenza interna, che viene avviata dall’apposita app per Android e iOS.”

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La bottiglia fatta con i rifiuti

Una bottiglia preodotta utilizzata riciclando i rifiuti raccolti sulle spiagge del Mare del Nord. Bottiglia in vetro riciclato al 100% e tappo in plastica ottenuto con le etichette in plastica delle bottiglie di Coca-Cola.

“Nasce così From Waste to Wasted: il rum perfetto per pirati attenti alla salute dei propri mari, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza alla North Sea Foundation olandese.”

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Reale o virtuale? No, mixed reality

“Una realtà di nuova generazione. La chiamano “mixed reality”, perché unisce il mondo che ci circonda con quello digitale. Parente della realtà virtuale, dove si immerge indossando un visore in mondi fatti di pixel che sostituiscono quel ci circonda. E vicina alla realtà aumentata, l’inquadrare il mondo con lo smartphone per vedere se c’è qualche pokémon in giro. La “mixed reality” usa dei visori, ma questi consentono di vedere il mondo al quale aggiunge ologrammi che si adattano a quel che ci circonda. La prima a puntarci è stata Microsoft con i suoi Hololens, poi è arrivata la startup da quattro miliardi e mezzo di dollari Magic Leap che a breve dovrebbe svelare i suoi occhiali miracolosi, e ora c’è anche Acer.”

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