La Sanità al bivio tra sfide da cogliere e freni da superare

Nov 22, 2017
 

di Federica Mazzocchi, Senior Analyst di Sirmi, Gruppo NetConsulting cube

 

 

 

La Sanità è oggi protagonista di un importante processo di cambiamento, le cui caratteristiche sono state oggetto di analisi all’interno dell’eHealth Lab promosso da AISIS – Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità – e realizzato da NetConsulting cube.

Le parole d’ordine delle Regioni sono riorganizzazione, razionalizzazione e centralizzazione a vantaggio di una maggiore efficienza, di un miglior controllo della spesa sanitaria, della condivisione delle informazioni e di un miglior servizio ai Cittadini: sono infatti in corso progetti di riorganizzazione complessiva della Sanità regionale, di riorganizzazione e razionalizzazione dei presìdi ospedalieri, di revisione dei processi di presa in carico dei pazienti, oltre che progetti di centralizzazione di processi amministrativi, clinici/socio sanitari e degli acquisti. L’obiettivo ultimo è rimettere il Paziente al centro dei processi assistenziali, di cura e prevenzione, con la certezza della sostenibilità finanziaria.

Per quanto riguarda le Aziende sanitarie, le iniziative in atto sono chiaramente condizionate dagli indirizzi evolutivi stabiliti a livello regionale e consistono principalmente nella revisione dei processi amministrativi e sanitari, nella riorganizzazione della struttura, nel taglio dei costi e nella ricerca di una maggiore efficienza. Le Aziende sanitarie, caratterizzate dalle diverse sigle – ASL, AUSL, ATS – si distinguono per interventi finalizzati all’estensione dell’attività sanitaria sul territorio, mentre le strutture sanitarie private sono impegnate sia a migliorare l’offerta sanitaria in termini di una maggiore specializzazione, sia ad accrescere la propria quota di mercato attraverso operazioni di M&A.

Queste evoluzioni impatteranno inevitabilmente sulle scelte di investimento IT e sulla attività di sourcing e di gestione delle risorse IT, oltre che sul ruolo e sulle competenze dei Sistemi Informativi. Nel Pubblico è già in corso la centralizzazione dei processi IT a livello regionale, che si traduce nella nascita di aziende strumentali per la governance dell’IT in Sanità, nella scelta di razionalizzare e aggregare i Sistemi Informativi in super-strutture a livello di area o di Regione così da conseguire una maggiore efficienza economica, nella creazione di centri di competenza e nella formazione del personale dei Sistemi Informativi di Regione all’assunzione di un ruolo di governo, controllo e indirizzo.

C’è ancora molto da fare a livello di singola Azienda sanitaria, al cui interno la struttura IT ha un ruolo prevalentemente funzionale al running dell’attività e legato al funzionamento operativo del CED, mentre è ancora relativamente limitata la percezione del ruolo strategico dell’IT e del suo valore a supporto della Digital & Process Transformation. I Sistemi Informativi sono dunque percepiti come gestori di componenti meramente tecnologiche, e non come funzione indispensabile per la corretta conduzione dei processi aziendali e come “sistema nervoso” dell’organizzazione; eppure, oggi, è difficile pensare di poter introdurre innovazione e cambiamento nelle strutture sanitarie senza un utilizzo pervasivo e intensivo dei Sistemi Informativi.

I CIO sono tuttavia consapevoli dell’opportunità, anzi della necessità di far evolvere la struttura IT, a partire dalle competenze richieste dai cambiamenti in atto nella Sanità, come mette in evidenza l’Osservatorio AISIS: si fa riferimento in primis alle competenze per la Governance e la Reingegnerizzazione dei processi, considerate strategiche dal 41% dei CIO; seguono le competenze per la gestione del Change Management, giudicate strategiche da poco più del 20% dei CIO e molto importanti per il 39%; in terza posizione si collocano le competenze di Digital Transformation e quelle sui nuovi modelli architetturali, strategiche per il 18% dei CIO ma assolutamente rilevanti o molto importanti rispettivamente per il 45% ed il 38% dei CIO.

 

Figura 1: Le nuove competenze richieste alle strutture socio-sanitarie

Fonte: survey AISIS/NetConsulting cube, 2017

 

Ciò che emerge con forza è il prevalere delle competenze di Governance su quelle per la Digital Trasformation, a rimarcare la difficoltà di fare Innovazione in un contesto in cui si deve ancora lavorare sulla capacità di governare la tecnologia, che comporta anche uno sforzo importante di visione strategica e architetturale, come di revisione organizzativa e di processo. La criticità della governance è evidente se si considera che la pervasività dei Sistemi Informativi è nel corso degli anni aumentata a dismisura, coprendo la gran parte dei processi clinici e richiedendo al CIO e al suo staff competenze di processo trasversali; non solo, i sistemi di diagnostica e i device medicali hanno una componente “software” sempre più evoluta che li rende di fatto dei sistemi informatici complessi e da integrare, in molti casi, all’interno del Sistema Informativo aziendale.

Quali evoluzioni si possono intravvedere per la struttura dei Sistemi Informativi? C’è incertezza, nella Sanità sia pubblica che privata, in merito al ruolo che i Sistemi Informativi dovrebbero assumere nella gestione delle infrastrutture di data center e nel delivery di sistemi e architetture regionali. Se i CIO delle Aziende sanitarie pubbliche, condizionati da indirizzi regionali ancora da definire, non si sbilanciano nel prevedere l’assegnazione all’IT del ruolo di competence center per l’innovazione, la governance di sistemi e processi e la revisione e reingegnerizzazione dei processi, i CIO del Privato – in particolare  quelli a capo dell’IT in aziende ospedaliere e IRCCS – sono molto sicuri dell’attribuzione ai Sistemi Informativi del ruolo di governo, di gestione del cambiamento e di guida per l’Innovazione.

 

Figura 2: Principali evoluzioni attese e ruolo futuro dei Sistemi Informativi

Fonte: survey AISIS/NetConsulting cube, 2017

 

Indagando il livello di adeguatezza dell’attuale modello architetturale e funzionale dell’ICT rispetto alle evoluzioni e ai cambiamenti in atto, si osserva che occorre procedere – ne sono convinti i CIO – ad interventi di adeguamento, ma in misura diversa per tipologia di struttura sanitaria: dall’Osservatorio AISIS emerge infatti che l’ICT è considerato adeguato nel 17% delle ASL/AUSL/ATS, nel 48% degli ospedali e IRCCS pubblici, nel 60% delle cliniche private convenzionate e nel 20% delle aziende ospedaliere e IRCCS privati. L’inadeguatezza è spesso attribuita ad architetture complesse, obsolete e poco flessibili, dunque non adatte ai cambiamenti che si rendono oggi necessari, compresa la sfida dell’integrazione con i Sistemi Informativi regionali.

Complici le criticità in essere nel livello di adeguatezza del modello architetturale e funzionale dell’ICT, le aziende sanitarie investono ancora molto poco in Innovazione e comunque non in modo adeguato a recuperare il gap digitale in essere. Il livello di progettualità è mediamente basso nelle cliniche private convenzionate e nelle ASL/AUSL/ATS; significativo, ma non elevato, nelle aziende ospedaliere e IRCCS pubbliche; mediamente elevato nelle aziende ospedaliere e IRCCS privati.

L’area progettuale sulla quale i Sistemi Informativi delle Aziende ospedaliere pubbliche si dimostrano più attivi è quella relativa alla gestione dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA), che prevedono l’organizzazione del processo di assistenza per gruppi specifici di pazienti, attraverso il coordinamento e l’attuazione di attività consequenziali standardizzate da parte di un team multidisciplinare, con l’obiettivo di migliorare la qualità ed efficienza delle cure, ridurre la variabilità nelle cure e garantire cure appropriate al maggior numero di pazienti. Tale focus è dovuto ad alcune riforme regionali attualmente in atto.

 

Figura 3: Principali progetti in ambiti innovativi

Fonte: survey AISIS/NetConsulting cube, 2017

 

Non ugualmente attive sono le strutture sanitarie pubbliche in materia di Telemedicina e Wearables, e ciò indubbiamente sorprende visto che, per effetto del consolidato trend di invecchiamento della popolazione, parte delle attività assistenziali si dovrebbe spostare presso il domicilio dei pazienti, che quando anziani esprimono il desiderio di essere assistiti e curati, se possibile, nel proprio ambiente domestico; allo stesso tempo, i sistemi di Telemedicina possono rappresentare un’utile strumento per la gestione delle malattie croniche, che nei sistemi sanitari dei Paesi occidentali ormai assorbono oltre il 70% delle risorse a fronte del 30% dei pazienti. Un basso livello di progettualità sulla Telemedicina caratterizza non solo le strutture sanitarie pubbliche, ma anche quelle private.

Le mobile app per il personale medico e la robotica sono aree progettuali di interesse delle aziende ospedaliere in genere, private e pubbliche, mentre le aziende ospedaliere e gli IRCCS privati sono le realtà che presentano oggi il più alto livello di progettualità sui sistemi evoluti per l’accoglienza dei pazienti (CRM, fast check in, ecc.) e sui sistemi evoluti di front end per la comunicazione con i pazienti (portale, app), allo scopo di migliorare i punti di contatto con i pazienti a vantaggio della fidelizzazione. Sempre le aziende ospedaliere e gli IRCCS privati si distinguono per i progetti in area Big Data e sistemi di Cognitive Computing ed Intelligenza Artificiale, guidati dall’obiettivo di una maggiore efficacia nell’erogazione dei servizi di assistenza e cura, oltre che da obiettivi di efficienza economica all’interno dei principali processi gestionali.

Infine, dal punto di vista infrastrutturale, le aziende ospedaliere e gli IRCCS – in particolare quelli di natura pubblica – fanno ancora fatica a comprendere la portata del Cloud a supporto di una architettura elastica e agile.

Volendo tirare le somme, lo scenario che si delinea oggi nel comparto Sanità presenta luci ed ombre, freni e sfide, oltre che attese importanti a cui si contrappongono dubbi sulla realizzabilità delle stesse.

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