L’ammodernamento e il revamping nell’Industria 4.0

Lug 04, 2017
 

In questo periodo, le imprese che intendono eseguire interventi sui propri impianti produttivi, non possono non domandarsi se i lavori programmati rientrino tra gli investimenti agevolabili nell’ambito del Piano Industria 4.0. e possano quindi godere dell’iper-ammortamento.

In via preliminare deve essere effettuata una verifica in merito alla natura dei lavori medesimi ed alla loro qualificazione tra i costi di manutenzione ordinaria, e quindi tra i costi d’esercizio, oppure tra i costi di manutenzione straordinaria, capitalizzabili ad incremento del costo dell’impianto produttivo a cui si riferiscono.

In tale ultimo ambito rientrano sia le spese di ammodernamento sia quelle di revamping: termini utilizzati talvolta come sinonimi, ma che in realtà hanno un significato diverso.

Come precisato dal Ministero dello Sviluppo Economico, con il termine ammodernamento si intendono le spese di miglioria di un macchinario che non determinano una sostanziale modifica della macchina stessa. Diversamente in caso di revamping, al termine dell’intervento, la macchina produrrà qualcosa di diverso: in questo ultimo caso dunque, l’intervento è finalizzato ad una sostanziale modifica del macchinario.

Sono queste due, ammodernamento e revamping, le azioni di aggiornamento dei macchinari che vengono prese in considerazione nel Piano “Industria 4.0”.

Nello specifico, le norme introdotte con la Legge di Stabilità 2017 prevedono espressamente che possano beneficiare dell’incentivo dell’iper-ammortamento i beni funzionali alla trasformazione in chiave tecnologica e/o digitale delle imprese, di cui all’Allegato A della stessa legge, tra i quali sono compresi anche “dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistente”. I beni in questione, dispositivi, strumentazione e componentistica, rilevano in maniera autonoma ai fini dell’iper-ammortamento e dunque essi (cfr. Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/2017) possono godere della maggiorazione del 150 per cento anche nel caso in cui vengano contabilizzati ad incremento di beni già esistenti non agevolati oggetto di ammodernamento o revamping.

Naturalmente è indispensabile che tali componenti assicurino che la macchina/impianto oggetto di intervento rispetti, grazie all’investimento operato, le caratteristiche obbligatorie e le ulteriori caratteristiche previste dalla norma.

Andando ad analizzare le 5 caratteristiche obbligatorie, di seguito un sintetico riassunto:

  1. controllo per mezzo di CNC e/o PLC, pienamente accettato anche in caso di utilizzo di soluzioni equipollenti;
  2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program, da considerarsi soddisfatto quando il bene scambia informazioni con sistemi interni per mezzo di un collegamento basato su specifiche internazionalmente riconosciute, documentate e disponibili pubblicamente (es. TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc…). Inoltre il bene deve essere identificato univocamente mediante standard riconosciuti (i.e. IP);
  3. integrazione automatizzata della macchina/impianto con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo per la quale risulta necessaria l’integrazione almeno con una delle seguenti opzioni:
  • sistema logistico di fabbrica, sia attraverso un’integrazione fisica che informativa. Per quanto riguarda l’integrazione fisica, rientra il caso in cui l’impianto/macchinario sia asservito da un sistema di movimentazione/handling automatizzato o semi-automatizzato (es. robot, carroponte, sistemi aerei, AGVs, ecc…) che sia a sua volta integrato con un altro elemento della fabbrica (ad es. un magazzino, un’altra macchina/impianto, ecc…). Diversamente l’integrazione informativa deve permettere la tracciabilità dei prodotti/lotti realizzati che consentano al sistema di gestione di registrare l’avanzamento, la posizione o altre informazioni di natura logistica;
  • rete di fornitura, per la quale si deve intendere sia un fornitore a monte che un cliente a valle;
  • altre macchine del ciclo produttivo, effettuato in una logica di integrazione e comunicazione M2M con un’altra macchina/impianto a monte e/o a valle.
  1. interfaccia tra uomo e macchina realizzata attraverso un sistema hardware, anche in remoto, di interfaccia con l’operatore per il monitoraggio e/o il controllo della stessa;
  2. rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene sul lavoro, ovvero di rispondenza ai requisiti previsti dalle norme in vigore.

Oltre alle caratteristiche obbligatorie, i beni devono essere dotati di almeno 2 tra le 3 seguenti ulteriori caratteristiche:

  1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto (non a bordo macchina);
  2. monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo, finalizzati non solo alla conduzione della macchina, ma anche al monitoraggio delle condizioni o dei parametri di processo ed all’eventuale arresto del processo, al manifestarsi di anomalie;
  3. caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modelizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

Se i beni oggetto di ammodernamento/revamping possiedono tutte le caratteristiche obbligatorie e due delle tre caratteristiche ulteriori, tali attività possono essere oggetto di iper-ammortamento, potendo dunque beneficiare della “supervalutazione” ai fini fiscali del 150% dei costi sostenuti per tali attività. Le risposte fornite dal Ministero dello Sviluppo Economico ricordano inoltre che ogni volta che vengono effettuate modifiche sostanziali ad un macchinario rispetto all’originale occorre effettuare una nuova marcatura CE, condizione necessaria quindi per poter ritenere soddisfatto il requisito sul rispetto dei più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene sul lavoro.

Come anticipato in occasione del precedente intervento sulla newsletter, nell’ambito del Piano Industria 4.0. la finestra temporale per pianificare, avviare ed eseguire l’investimento è limitata e l’auspicata proroga al 31 dicembre 2018 non è ancora stata approvata.

Per il momento le imprese si devono accontentare di una “miniproroga”. Infatti nel Decreto Legge  n. 91/2017 in materia di “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno” (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 giugno 2017 n. 141), il Governo ha introdotto la proroga di un mese dell’iper-ammortamento: risulta ora possibile avvalersi di tale incentivo fiscale per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2017, ovvero entro il 31 luglio 2018 (in luogo al 30 giugno 2018 previsto dal testo previgente), a condizione che entro il 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

L’auspicio di tutti è che in fase di conversione del Decreto Legge si possa trovare lo “spazio” e le coperture finanziarie per estendere ulteriormente questo termine!

 

Dott. Giuseppe Cagliero
Dottore Commercialista
Partner
Pirola Pennuto Zei & Associati
Studio di consulenza tributaria e legale

CONDIVIDI L'ARTICOLO SUI SOCIAL

Comments are closed.