Intervista a Capgemini Italia, Cisco Italia e TIM

Lug 20, 2017
 

Diego Pandolfi - pubblicità digitale

di Diego Pandolfi, Analyst di NetConsulting cube

 

 

 

L’undicesima edizione della CIO Survey è stata promossa da Capgemini, Cisco e TIM. Abbiamo chiesto il loro punto di vista sulle trasformazioni in atto nelle principali aziende italiane e che tipologia di supporto stanno fornendo ai loro Clienti nel percorso verso la Digital Enterprise.

 

La Survey mostra come le principali aziende italiane abbiano già avviato un percorso verso la digitalizzazione, con evidenti impatti su processi interni, modelli organizzativi e strategie di business. Come state supportando i Clienti in questo percorso?

 

Raffaella Poggio – Marketing & Communication Director di Capgemini Italia: “I processi di cambiamento e innovazione, in particolar modo verso il Digitale, sono alla base della capacità delle aziende di generare valore e migliorare le proprie performance di business. Costituiscono oggi una strategia fondamentale, se non una necessità, per vincere le sfide di un mercato sempre più competitivo. Per questa ragione il percorso di cambiamento deve essere implementato attraverso una visione di lungo termine, olistica, che tenga in considerazione tutti i processi di business interni all’impresa, dalle operations alla supply chain, dalla progettazione al marketing analitico, dalla sicurezza alla customer experience. Si tratta di un cambiamento totalizzante che implica, e al tempo stesso scaturisce, da un profondo cambiamento della cultura aziendale.

Capgemini, grazie alla lunga esperienza consolidata a livello di gruppo, alla competenza dei propri professionisti e alla profonda conoscenza dei mercati verticali, si pone, nei confronti delle aziende, come un vero e proprio Partner nel processo di trasformazione digitale, in grado di comprenderne i bisogni reali per poterle assistere in modo continuativo nei processi di innovazione verso il raggiungimento dell’obiettivo strategico della digitalizzazione.

In questo senso Capgemini non è soltanto un Partner tecnologico, ma un vero e proprio abilitatore della cultura del cambiamento che poggia su una capacità di esprimere eccellenza in un ampio range di competenze, dal settore bancario ed assicurativo ai beni di consumo, dall’Industry 4.0 alle telecomunicazioni. Questa ricchezza di competenze rappresenta un valore fondamentale per una trasformazione che è soprattutto “contaminazione” tra modalità diverse, un punto che distingue nettamente Capgemini da altri provider.

L’organizzazione di Capgemini, articolata attraverso quattro aree di intervento – Finance, Pubblica Amministrazione, Telecomunicazioni e Media, Beni di consumo e Industria manifatturiera – è concepita proprio per rispondere ai nuovi fabbisogni di specializzazione verticale, ma anche di pensiero laterale, di sostegno al cambiamento verso il digitale, che ne rappresenta il valore aggiunto e la capacità di misurarsi con l’innovazione di tutti, dai grandi gruppi alle piccole imprese che meglio rappresentano il nostro tessuto imprenditoriale”.

 

Mariano Larroux – Manager, Technology Architecture di Cisco: “Per 30 anni Cisco ha lavorato costantemente a soluzioni di reti intelligenti che hanno saputo supportare le diverse fasi di Internet, favorendo innovazione e vantaggio competitivo. Oggi le aziende si stanno trasformando in entità digitali per poter cogliere le numerose opportunità della connessione di persone, processi, dati e cose: la rete è il sistema nervoso centrale dell’economia digitale. Le infrastrutture di rete che hanno favorito l’innovazione creando produttività e nuovi modelli di business, sono prevalentemente aggiornate e gestite dagli essere umani; le nuove sfide tecnologiche ed i “cantieri” di trasformazione digitale intrapresi in Italia dalle aziende in aree come Mobility, Big Data, Cloud Computing, Cyber Security e IoT hanno reso la rete complessa per una gestione manuale arrivando ad un punto critico. Cisco Digital Network Architecture (DNA) abilita la trasformazione della rete da manuale, hardware-centrica e statica, ad automatizzata, software-driven e dinamica. Cisco DNA è la rete intelligente che risponde in modo dinamico alle esigenze del business e che supporta le aziende italiane nel percorso di trasformazione dei processi interni, dei modelli organizzativi e delle strategie di business a velocità digitale.
Cisco DNA si fonda su tre pillar: automazione, analytics e sicurezza. Cisco lavora costantemente per realizzare questa visione, a partire dal lancio nel 2016 di una prima generazione di soluzioni che ne presentano caratteristiche specifiche:

  • Automazione: cuore di DNA e’ un elemento che nella rete separa i livelli hardware e software e permette la programmazione delle funzionalita’. Le attivita’ manuali, come ad esempio la qualità del servizio, sono automatizzate, si riduce la complessità, si semplifica la gestione e si riducono i costi;
  • Analytics: Entro il 2019, 3,9 miliardi di persone avranno accesso diretto a Internet. Entro il 2020, 50 miliardi di dispositivi saranno connessi e il traffico IP globale annuale crescerà raggiungendo i 2.3 ZBytes per anno. La capacità di trarre valore dai dati è la risorsa più strategica per qualsiasi azienda. Con Cisco DNA, l’analisi dei dati è integrata nella rete per prevedere le prestazioni e automatizzare le modifiche prima che si verifichino eventuali problemi. Ad esempio e’ possibile fare analisi dei dati basate sulla posizione, permettendo di fornire servizi avanzati alla clientela;
  • Sicurezza: quando un attacco informatico ha successo gli effetti sono tangibili. Secondo uno studio Cisco nel 2017 il 29% dei professionisti della sicurezza ha dichiarato che la propria azienda ha subito una perdita di fatturato a seguito di un attacco. Il 38% di essi, ha dichiarato che la perdita è stata del 20% o superiore. Con Cisco DNA, la rete fornisce visibilità e capacità di risposta ottimali per prevenire, rilevare e risolvere le minacce rapidamente. Ad esempio e’ possibile dare la completa visibilità e controllo degli utenti e dei dispositivi sulla rete e realizzare la segmentazione e isolamento degli attacchi che limita i movimenti delle minacce nella rete”.

 

Salvatore Nappi, Responsabile Offerta IT di TIM: “La digitalizzazione, come sottolineato da alcuni dei CIO che hanno partecipato al dibattito, è un fenomeno sociale a tutto tondo prima e oltre che professionale. L’impatto degli OTT, ad esempio, sui processi di marketing e supply chain impone a tutti noi una discontinuità nel nostro approccio alla realtà. TIM ritiene di poter supportare questo percorso partendo dalla propria vocazione di provider infrastrutturale – gli investimenti di 11 Mld€ nel triennio 2017/2019 a partire dall’ultrabroadband fisso e mobile e dai servizi Cloud ne sono la prova – integrando i suoi asset con risposte specifiche a tali esigenze di discontinuità, che non sono “meramente” di tecnologia: penso ad esempio a soluzioni di collaboration o a modelli di Smart Working, in coerenza con alcune delle indicazioni emerse nella Survey”.

 

L’edizione 2017 della CIO Survey mostra chiaramente come i CIO si aspettino un cambio di passo anche dai loro fornitori ICT: come state affrontando questa tematica?

 

Raffaella Poggio – Marketing & Communication Director di Capgemini Italia: “La spinta verso un processo di trasformazione digitale, funzionale a una logica di competitività sul mercato, nasce anche dall’esigenza di aumentare il proprio revenue growth attraverso lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi: l’84% delle aziende, come evidenziato dalla ricerca, ha indicato l’incremento del fatturato e la riduzione dei costi operativi come obiettivi primari della digitalizzazione. Il rapporto con i fornitori ICT e i global vendor a cui le imprese si rivolgono per portare innovazione ai propri processi di business, risponde oggi a nuove dinamiche di relazione, in un ecosistema complesso e diversificato in cui le esigenze delle aziende si fanno sempre più specifiche.

Per rispondere a questo cambio di passo, Capgemini fa leva su alcuni elementi distintivi che caratterizzano la sua offerta, distinguendola dai suoi competitor. In primis la profonda padronanza di competenze di processo declinate su diversi settori, la governance di percorsi complessi che si articolano su prospettive a medio-lungo termine e un portfolio in linea con aree strategiche di investimento in competenze come IoT, Cybersecurity, Artificial Intelligence, Big Data & Analytics e Cloud.

Queste competenze specifiche e diversificate, insieme alla conoscenza dei processi, ci permettono di integrare le tecnologie abilitanti declinandole in soluzioni architetturali che si armonizzano in maniera efficace con i sistemi esistenti, indirizzando gli obiettivi del Cliente e tenendo conto delle sue esigenze reali oltre che delle oggettive complessità da affrontare.

In questo nuovo ecosistema, anche il rapporto con il Cliente sta evolvendo per passare da una logica tradizionale di relazione azienda – system integrator a un rapporto più complesso e funzionale a una logica di innovative collaboration e co-creation. Capgemini oggi non è soltanto Partner evoluto impegnato nell’implementazione e gestione del parco applicativo del cliente ma è co-innovatore e co-creatore di soluzioni e modelli di business in una logica unitaria di “go-to market”.

 

Mariano Larroux – Manager, Technology Architecture di Cisco: “In questa fase del percorso di trasformazione digitale è fondamentale che l’IT, lavorando con i responsabili delle LoB e con il supporto dei Partner tecnologici, renda disponibile i servizi di una piattaforma tecnologica digitale per abilitare relazioni, processi e collaborazioni in modo scalabile, sicuro, semplice ed efficace. Oggi ci sono tutti gli strumenti per farlo e questa è la direzione che Cisco sta seguendo. Il cambio di passo decisivo in termini di innovazione al servizio della trasformazione digitale è rappresentato dalla recentissima introduzione della nuova era del Networking, una nuova rete che può apprendere, adattarsi ed evolvere. Potenziata dalle intenzioni e informata dal contesto, questa rete diventa sempre più intuitiva man mano che apprende. La rete non è mai stata così vitale per il successo del business. Realizzando una Rete Intuitiva, stiamo creando una piattaforma sicura e intelligente per il presente e il futuro che proietta le aziende verso la realizzazione della Digital Enterprise”.

 

Salvatore Nappi, Responsabile Offerta IT di TIM: “Alcuni elementi di relazione sono valoriali e debbono continuare ad essere prioritari: credibilità (professionale e personale), fiducia, competenza, condivisione (anche di eventuali insuccessi), ascolto (tanto più importante quando le istanze provengono da un consesso qualificato come quello intervistato per la Survey). L’invito mi pare sia chiaro ed è quello di sviluppare migliori capacità di processo e di system integration e non solo competenza tecnologica, comunque necessaria. L’esperienza maturata al nostro interno, ad esempio sulla cybersecurity e sulla nostra TIM Data Room per la Business Intelligence, è un elemento di servizio che possiamo e vogliamo condividere con i nostri principali Clienti; per un altro verso, l’osservazione – condivisa – sull’opportunità di un differente e più ampio ricorso a start up qualificate nella composizione reale del modello di servizio da erogare individua un’area di miglioramento su cui stiamo iniziando ad operare”.

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