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Mag 23, 2017
 
Iniziando questa rubrica di news sul mondo Industria 4.0 e Produzione Additiva, ci siamo posti il problema di misurare in qualche modo la quantità di notizie che appaiono su questi argomenti dalle fonti più disparate, confrontandole con quelle relative ad argomenti più consolidati e tradizionali del mondo digitale.Un metodo empirico per misurare il livello di interesse su un argomento è quello di contare il numero di riferimenti su Google. Come è noto, gli strumenti di Google permettono di rilevare non solo il numero totale di riferimenti a un certo argomento, ma anche i riferimenti relativi a un certo intervallo di tempo e quindi di stimare le evoluzioni dinamiche dei vari argomenti.

Per avere una stima approssimativa del livello di interesse dall’inizio di Google e nell’ultimo mese, abbiamo considerato il giorno 10 aprile come DDay.

E’ interessante vedere come al termine Internet, che conta in totale quasi 4 miliardi di riferimenti, nell’ultimo mese si siano aggiunti solo 325 nuovi documenti, mentre IoT (Internet of THings), che conta “solo” poco meno di 90 milioni di riferimenti, ne ha aggiunti 250 nell’ultimo mese.

Il termine Computer, che appare quasi 2,7 miliardi di volte, si è incrementato di sole 320 voci nell’ultimo mese, meno di Industry 4.0 (340) e dell’italiana Industria 4.0 (320).

Molto interessante il fatto che il termine 3D printing conta 44 milioni di riferimenti e il termine Stampa 3D circa 10 milioni, ma nell’ultimo mese il numero di documenti aggiunti è perfettamente uguale: questo potrebbe significare che l’interesse per la stampa 3D in Italia è in forte crescita ed è percentualmente maggiore che negli altri paesi.

Il fatto che il numero di documenti che contengono l’espressione 3D Printing (250) sia stato inferiore a quello delle 3D Printer (260), sembrerebbe indicare il fatto che ormai la gente si è stancata di spiegare le nozioni generiche relative alla stampa 3D e dedica maggiore spazio alla descrizione delle macchine, mentre in Italia sembra che l’interesse per l’argomento “stampa 3D” in generale (250 riferimenti) sia ancora più elevato rispetto alle singole stampanti (130 nuovi documenti).

La voce “iperammortamento” si è arricchita nell’ultimo mese di 260 documenti, superando anche la stampa 3D (250), a dimostrazione del fatto che il piano Industria 4.0 sta destando un notevole interesse.

Da queste considerazioni iniziali, appare evidente che l’Industria 4,0 in generale e la Stampa 3D in particolare sono melting pot in cui si mischiano informazioni di tutti i tipi con moto uniformemente accelerato. È quindi molto difficile scegliere tra le centinaia di nuovi annunci quelli più interessanti, poiché si va dalle grandi stampanti a gel Massivit che producono mega-pupazzi per parchi di divertimento e centri commerciali alle protesi e parti di turboreattori in titanio, ai tessuti biologici prodotti dalle bio-printer, alle stampanti giganti che producono intere case a quelle più piccole che sfornano pizze, sculture di cioccolato e di ghiaccio. Per non parlare dei nuovi materiali ad alte prestazioni e dei “materiali intelligenti” che si aggiungono ogni giorno al mercator della stampa 3D.

Questa volta ci limiteremo a citare due soli annunci, indicativi di due megatrend innovativi nel mondo della stampa 3D: una nuova generazione di tecnologie di stampa, che costituiscono un salto qualitativo rispetto alle attuali tecnologie, ormai mature, e la corsa verso nuove macchine per la produzione digitale diretta sempre più grandi e potenti.

Il produttore di stampanti 3D Impossible Objects (www.impossible-objects.com) ha appena annunciato la “Model One”, in grado di stampare materiali compositi come kevlar e fibra di vetro immersi in una matrice di materiali termoplastici come nylon e PEEK, con una velocità 100 volte superiore alle stampanti a filamenti (FFF) e a fusione laser di polveri (SLS), grazie a una nuova tecnologia di stampa denominata CBAM (Composite-Based Additive Manufacturing).

Stratasys, il maggiore produttore mondiale di stampanti 3D, ha appena annunciato al salone Rapid+tct di Pittsburgh dello scorso maggio la piattaforma per la produzione continua Stratasys Continuous Build 3D Demonstrator, tuttora in fase di sviluppo, composta da più celle di stampa 3D FDM che funzionano contemporaneamente con un controllo centralizzato su cloud per ottimizzare il carico delle macchine. Una vera linea di produzione autonoma che permetterà di fabbricare contemporaneamente e in modo automatico decine di oggetti, tutti uguali o tutti diversi tra di loro.

Ci vediamo il prossimo numero, con altre importanti novità dal mondo, per rimanere sempre aggiornati ed essere un passo avanti a tutti.

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