Le Startup italiane – una fotografia del nostro ecosistema dell’innovazione

Lug 26, 2016
 

di Michela Aliazzo, Analyst di NetConsulting cube

 

 

Le Startup italiane godono di un complesso di agevolazioni molto esteso, che a partire da fine 2012, ha reso possibile il proliferare di tali realtà anche nel nostro Paese. La prima normativa a supporto delle Startup in Italia è stata introdotta a dicembre 2012, nell’ambito del DL 179/2012, meglio conosciuto come Decreto Crescita 2.0. Da allora ad oggi la disciplina è stata oggetto di modifiche e integrazioni volte ad ampliare le casistiche per essere soggetti al regime particolare previsto per le Startup innovative.

In particolare, l’impulso dalla normativa, ha consentito una maggiore semplicità in fase di costituzione delle nuove aziende e di gran parte del relativo ciclo di vita, almeno dal punto di vista burocratico. La nascita di una Startup è resa più facile dalla nuova procedura di costituzione gratuita e on-line, effettuata con firma digitale e senza la necessità di intervento da parte di un notaio. Numerose misure permettono poi alla nuova azienda di avviare le prime attività con maggiore sicurezza, grazie a un significativo alleggerimento degli oneri burocratici e all’aumentata flessibilità della disciplina societaria e lavoristica. Ulteriori strumenti sono stati introdotti per stimolare la crescita mediante facilitazioni al finanziamento sia bancario che in equità e l’apertura ai mercati internazionali con l’ausilio dell’agenzia ICE.

A partire dal 2013 si è assistito quindi ad una crescita esponenziale del numero di startup innovative in Italia, a dimostrazione dell’impulso che il legislatore ha voluto conferire al comparto: dopo un iniziale picco nei primi mesi del 2013, a poca distanza dall’avvio della legge, il mondo delle Startup registra una crescita lineare negli ultimi 2 anni, nonostante la sfavorevole congiuntura economica del Paese, superando la quota delle seimila unità a giugno 2016.

Il Registro delle Imprese Innovative conta 6008 realtà iscritte a giugno 2016, oltre 1.800 unità in più rispetto all’anno precedente: tale dato testimonia l’attenzione che l’ecosistema dell’innovazione sta ricevendo dalle istituzioni e della diffusione degli strumenti normativi utilizzati per favorire l’investimento in innovazione sul nostro territorio.

Da un’analisi puntuale delle realtà inserite nel Registro delle Startup innovative, emerge come oltre la metà dell’universo sia localizzata in regioni del Nord Italia, che il valore medio della produzione è poco più di 120 mila euro per ciascuna azienda, a conferma della dimensione ridotta di tali realtà, e che oltre il 70% dell’universo eroga servizi alle imprese. Si può affermare che la maggior parte delle realtà opera secondo un modello di business b2b, prevalentemente nel settore delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione.

Questa “esplosione” di realtà attive nel mondo delle tecnologie è oggetto di monitoraggio costante da parte di Netconsulting cube, attivamente coinvolta dal 2012 in programmi di scouting di innovazione per conto di importanti gruppi industriali italiani

(http://www.netconsultingcube.com/programma-di-innovazione-spin4c/).

Nel corso delle nostre attività abbiamo avuto modo di conoscere molte iniziative imprenditoriali, e di seguirne e supportarne l’evoluzione nel corso degli anni, nonché di realizzare anche confronti con startup operanti all’estero, dato l’ampliamento del nostro bacino di indagine a ecosistemi consolidati al di fuori del territorio nazionale.

Ciò che si ravvisa è una significativa diversità dei 2 mondi (italiano vs non italiano) soprattutto a livello di forza commerciale. Mentre le “startup” estere (in primis le realtà USA) presentano strutture tali da riuscire ad interloquire direttamente con “potenziali” grandi clienti, nello scenario italiano abbiamo assistito in molti casi ad un adeguamento organizzativo lato aziende della domanda per facilitare la relazione con le aziende innovative.

Se le realtà di medio-piccole dimensioni rappresentano storicamente il mercato target delle Startup, con cui la comunicazione e il contatto è più semplice e diretta, lo stesso non può dirsi per le grandi realtà industriali utenti di tecnologia. In relazione a questa categoria di domanda si è assistito nel corso degli anni ad un’evoluzione delle modalità di ingaggio: se in un primo momento la Startup per avviare un percorso di fornitura doveva necessariamente aggregarsi al grande System Integrator già iscritto all’albo fornitori e operare in subappalto, oggi si assiste a tentativi di riorganizzazione interna aziendale lato domanda, proprio per facilitare l’ingresso della realtà innovativa nella compagine dei fornitori di riferimento.

Ed è questo sicuramente un aspetto positivo per l’ecosistema innovativo italiano, sintomo di un crescente interesse delle aziende utenti di tecnologia verso i temi legati all’innovazione e di un passo importante verso la Digital Transformation.

CONDIVIDI L'ARTICOLO SUI SOCIAL

Comments are closed.