Le aziende italiane e lo Smart Working – Infografica

Ott 26, 2015
 

di Alessandro Croci, Senior Analyst di NetConsulting cube

 

 

di Valentina Re Sartò, Analyst di NetConsulting cube


Il white paper sullo Smart Working realizzato per conto di TELECOM ITALIA | TIM e CISCO si è posto l’obiettivo di evidenziare quali sono ad oggi le principali aree indirizzate dai progetti in corso, quali le soluzioni tecnologiche adottate, quali i benefici conseguibili e quali gli elementi di freno, in aziende italiane e filiali di multinazionali di diversi settori e dimensioni.

Come si evince dalle risposte alla prima domanda, formulata in sede di intervista, ad oggi l’approccio delle aziende italiane allo Smart Working continua a privilegiare in primis aspetti tecnologici, come dichiarato dal 52% delle aziende. A questi però, iniziano ad affiancarsi anche una serie di interventi maggiormente legati alla sfera organizzativa dell’azienda, come ad esempio la revisione dei flussi di comunicazione (48%), la formazione specifica dei dipendenti (43%), l’adozione di nuove modalità di organizzazione del lavoro (42%), l’avvio di attività di Change Management (40%).

La tecnologia dunque è un elemento trainante dei progetti di Smart Working avviati dalle aziende italiane, che si stanno orientando principalmente verso l’introduzione di soluzioni di Unified Communication e Collaboration (49% delle aziende), con l’obiettivo di ottimizzare e rendere più efficienti i flussi di comunicazione in azienda, seguite da piattaforme di Collaboration e Team working (46%) per abilitare il lavoro collaborativo, strumenti di Virtual Desktop che supportano le attività lavorative svolte in mobilità (37%) e piattaforme per la creazione di Community interne/Social Intranet per l’engagement dei dipendenti (35%).

Flessibilità abilitata dai nuovi modelli di lavoro e maggiore produttività sono i principali benefici derivanti dall’adozione di un approccio Smart Working, citati rispettivamente dal 63% e 45% dei partecipanti all’indagine, insieme ad un miglioramento del work-life balance dei dipendenti (27%) e alla riduzione dei costi correlati agli spazi fisici (24%). Meno percepiti risultano gli effetti dello Smart Working sui costi legati all’assenteismo (22%) e sulla riduzione dei costi energetici (19%).

Tra gli elementi che ancora ostacolano lo sviluppo di iniziative di Smart Working, le aziende indicano in primis la sicurezza dei dati aziendali (29% delle aziende): le nuove modalità di lavoro da remoto e in mobilità rendono necessario aprire l’accesso ai dati dell’azienda, aumentando la necessità di proteggere il patrimonio informativo aziendale. Tra gli altri ostacoli vengono evidenziati i costi dell’adozione di nuove tecnologie (23%), la mancanza di una normativa chiara che disciplina lo Smart Working in Italia (21%) e, infine, la difficoltà nel passare ad una modalità di valutazione della performance delle risorse per obiettivi (19%).

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