La stampa 3D per mobili e design

Mag 23, 2017
 

I designer di mobili e complementi di arredo sono da sempre tra i principali utilizzatori delle stampanti 3D, che permettono di realizzare oggetti con forme complesse che non pongono limiti alla loro creatività.Le tecnologie digitali sono potenti strumenti al servizio della creatività dei designer, poiché offrono l’opportunità di dedicare più tempo al processo creativo e di sperimentare un maggior numero di soluzioni grazie alla rapidità ed efficienza del processo di prototipazione, con la possibilità di presentare ai propri clienti un prodotto finito e funzionale. Infatti, con la stampa 3D i designer possono creare facilmente prototipi per testare e rifinire le loro creazioni prima che vadano in produzione, o personalizzarli con elementi fatti su misura. Inoltre, con la stampa 3D si possono realizzare oggetti che non è possibile produrre con nessuna altra tecnica.

Poiché la stampa 3D è particolarmente vantaggiosa nella produzione di oggetti unici o in piccola serie, complessi e di valore medio-alto, si presta in modo ottimale per migliorare la competitività di moltissime aziende tipiche del Made in Italy che producono, in quantità ridotte, pregiati oggetti di artigianato (artigianato digitale), come, oggetti di design, complementi d’arredamento e modelli o parti di mobili, fino ad arrivare a mobili interi. Sedie, poltrone e lampade sono tra gli articoli più prodotti.

In occasione dell’ultimo salone del mobile 2017, che dal 4-9 aprile ha attratto 300.00 visitatori, la “digital fabrication” in generale e la stampa 3D sono state protagoniste di diversi eventi e annunci, che hanno anche confermato alcune tendenze in atto.

Anzitutto, l’importanza dei nuovi strumenti software di progettazione avanzata, come il Design Generativo, un processo di progettazione “per tentativi” che imita il processo di evoluzione della natura, introdotto alla fine degli anni ’80 dal Professor Celestino Soddu del Politecnico di Milano, applicata nella progettazione tecnica e nella produzione artistica (Generative Art).

Gli obiettivi della progettazione vengono inseriti in un sistema generativo (sistema esperto basato su un modellatore algoritmico e parametrico) che propone moltissime soluzioni alternative e consente al progettista di trovare la migliore soluzione in modo interattivo per approssimazioni successive.

Durante il salone del mobile, Autodesk ha mostrato vari oggetti realizzati con questi metodi, tra cui la sedia “Elbo Chair” realizzata in legno tramite una fresa CNC.

elbo chair

Elbo Chair

 

Un’altra tendenza è l’utilizzo di stampanti 3D sempre più grandi, che consentono di realizzare componenti di notevoli dimensioni o completi prodotti finiti, di tecnologie digitali ibride per realizzare prodotti finiti (stampa 3D, macchine utensili CNC, robot) e la ricerca di nuovi processi di stampa sempre più veloci ed efficienti.

Non a caso, la prima grande stampante a filamenti Bigrep è stata realizzata nel 2014 da un gruppo di giovani designer di Berlino proprio per realizzare mobili e parti di mobili in dimensioni reali. Questa tendenza si è poi diffusa anche in Italia, tanto che Wasp ha presentato due nuove versioni delle sue stampanti Delta in grado di stampare intere poltroncine con filamenti di plastica e grandi oggetti di plastica o di ceramica, utilizzando anche direttamente il pellet di plastica che costa 10 volte di meno dei filamenti, che consentono di creare vere e proprie Micro Factory in grado di realizzare prodotti finiti con investimenti estremamente contenuti.

Ma a Milano erano presenti anche realizzazioni di avanguardia dei “mostri sacri”, come Neri Oxman, che con il suo gruppo Mediated Matter del MIT ha creato per il Lexus Design Award l’installazione in vetro Lexus Yet, esposta alla Triennale di Milano, realizzata con una stampante 3D per vetro sviluppata dal MIT che emette luci e ombre pittoresche.

Installazione di Neri Oxman

 

Alla Design Week di Milano è stato anche svelato il nuovo processo di stampa 3D “Rapid Liquid Printing” (RLP) realizzato in collaborazione tra il laboratorio “Self-Assembly” di Skylar Tibbits del MIT (inventore della stampa 4D e dei “materiali intelligenti”), il produttore di mobili del Michigan Steelcase e il designer Christophe Guberan. La tecnologia RLP rompe i vincoli della stampa 3D tradizionale grazie a un meccanismo di stampa bicomponente che utilizza poliuretano e gel e aumenta la velocità, la scala e la qualità degli oggetti prodotti. Secondo Tibbits, con la tecnologia RLP è possibile stampare in 10 minuti un oggetto che richiede 50 ore con stampanti 3D tradizionali.

Nell’ambito del fuori salone, la Stampa 3D era presente in molte altre iniziative, come un progetto di stampa 3D di materiale ceramico sviluppato dal laboratorio NEXT dell’università brasiliana PUC-Rio insieme alla ceramista Alice Felzenszwalb, mentre i designer Mireille Burger e Rudi Boiten dello Studio Plot di Eindhoven applicano la stampa alle tecniche tessili come ricami e lavoro a maglia. I loro tappeti geometrici vengono stampati con una plastica flessibile e ricoperti con fibre tessili per renderli più piacevoli al tatto.

 

Giancarlo Magnaghi

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