Intervista a Luciano Tommasi, Head of Start Up Innovative and Business Incubator di ENEL

Mar 27, 2017
 

di Rossella Macinante, Practice leader di NetConsulting cube

 

 

Dott. Tommasi in che misura la Blockchain rappresenta per voi una tecnologia interessante?

La direzione innovazione, di cui faccio parte, ha la mission di studiare nuove soluzioni tecnologiche ed individuare gli opportuni business model in grado di estrarne valore; la Blockchain è sicuramente una delle tecnologie che merita un approfondimento. Non sappiamo ancora se la Blockchain sarà distruptive quanto lo è stato ad esempio Internet, come molti sostengono, ma stiamo interpretando una serie di segnali deboli che ci inducono a pensare che sia opportuno domandarci come e se la Blockchain possa divenire un breaktrough tecnologico per il settore energetico.

E’ importante precisare, tuttavia, che noi guardiamo alla Blockchain non nell’accezione del Bitcoin ma come piattaforma tecnologica che, per le sue caratteristiche intrinseche, è in grado di rendere più efficaci le transazioni, di qualunque tipo, con soggetti sia interni sia esterni al gruppo, nonché di ridurne i costi correlati.

Come state approcciando il tema e quali sono gli ambiti applicativi su cui vi state focalizzando?

In questo momento stiamo studiando i possibili use cases. Per questo abbiamo costituito un gruppo di lavoro a cui partecipano persone dell’ICT e persone del business di diverse aree, alcune delle quali hanno forti competenze su Blockchain.

Il gruppo di lavoro è stato attivato circa 5 mesi fa e in questo periodo è stata effettuata un’analisi di quali aree della catena del valore potenzialmente Blockchain possa impattare e, conseguentemente, sono stati definiti 3 progetti pilota da implementare e testare:

  • due su Microreti/IoT, per lo scambio peer to peer di energia all’interno della microrete. La Blockchain consente di creare e gestire degli smart contract, autoeseguibili sulla base di condizioni prefissate, per la vendita (e corrispondente acquisto) di energia. Quello che vogliamo testare è sia il business model che la tecnologia stessa
  • uno nel Trading, in questo caso si sfrutterebbe la tracciabilità e l’immutabilità insita nella Blockchain per la gestione del back end nel trading di commodities. L’obiettivo è analizzare e comprendere come questa soluzione possa impattare/migliorare l’operatività dei nostri trader.

 

In entrambi i casi le sperimentazioni sono in corso su Blockchain privata. Si tratterà di comprendere come sarà possibile passare da use case ad implementazioni su larga scala.

 

Disponete delle competenze necessarie al vostro interno?

In parte erano già disponibili e in parte le stiamo creando. Naturalmente, considerata la fase in cui si trova la tecnologia, si ricorrerà anche a start up per colmare eventuali gap di competenze.

 

Quali sono le criticità da superare?

La principale criticità deriva dal fatto che la Blockchain si trova ancora in una fase iniziale di sviluppo e, non trattandosi di una tecnologia matura, c’è ancora molta incertezza sulle sue possibili evoluzioni.

Non si può prescindere, inoltre, dallo sviluppo di un quadro regolatorio chiaro che ad oggi appare ancora carente.

 

Quali sono le condizioni da soddisfare, a suo avviso, perché la Blockchain prenda piede?

Una delle condizioni principali è la creazione di un network tra operatori del settore, dal momento che solo nel caso in cui gran parte degli operatori adottino Blockchain per scambiare commodities si potrà definire uno standard.

Abbiamo già aperto un dialogo sul tema con i nostri peer internazionali e abbiamo riscontrato un grande interesse. Questo ci fa ben sperare sulla possibilità di poter sviluppare nel prossimo futuro progetti congiunti e attività di advocacy presso i regolatori.

 

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