Intervista a Giuseppe Falivelli, ICT Telecommunication, SCADA & Metering Systems Manager di SNAM, sull’evoluzione della rete in una grande azienda

Apr 20, 2017
 

di Federica Mazzocchi, Senior Analyst di Sirmi

 

 

Come SNAM interpreta l’evoluzione della sua rete?

Snam è leader in Europa nella realizzazione e gestione di infrastrutture per il trasporto, stoccaggio e rigassificazione del gas naturale; è caratterizzata da un’ampia e distribuita presenza sul territorio sia in termini di asset che di personale operativo.

L’evoluzione della rete, che rappresenta un vero e proprio asset per Snam, segue lo sviluppo dei sistemi di telecontrollo degli impianti e della rete dei metanodotti (più di 30.000 km) e supporta le applicazioni per le operation, che prevedono molto lavoro in mobilità, le strutture commerciali e corporate.

L’architettura dei sistemi e del networking è stata oggetto di un recente progetto di razionalizzazione e standardizzazione che ha permesso di concentrare le infrastrutture in un nuovo Data Center Tier 4, in cui il tasso di virtualizzazione supera l’80%, e un sito secondario sui quali è stata realizzata un’infrastruttura di Business Continuity e Disaster Recovery.

Le sfide nell’evoluzione continua sono rappresentate dall’introduzione di soluzioni innovative, usabili e fruibili da tutte le sedi con ogni device e dallo sviluppo di hybrid infrastructure per cogliere i benefici di agilità, flessibilità e efficienza dalla standardizzazione tecnologica.

 

SNAM sta già facendo uso dell’architettura Software Defined Networking (SDN) e della virtualizzazione delle funzioni di rete (NFV)? Che benefici ha già conseguito o pensa di conseguire?

Snam ha definito una Roadmap evolutiva verso il Software Defined Data Center che declina in termini progettuali in un modello di integrazione e standardizzazione di Infrastrutture Legacy, Private e Public Cloud. Uno dei tasselli fondamentali è rappresentato dal Networking che verrà rivisitato sia nei servizi Data Center che nei servizi geografici.

Software Defined Networking e WAN sono già per noi due ambiti progettuali.

Nonostante i presupposti scaturiti da una fase iniziale di studio e scouting di mercato condotta nel 2016 che ha evidenziato un grado di maturità dell’ecosistema non proprio elevato, i vantaggi derivanti dall’approccio software defined sono sembrati subito consistenti e interessanti; pertanto ci siamo dedicati ad una attenta attività di testing e impostazione sia di un modello architetturale idoneo, sia di una serie di Use Cases a valore aggiunto per la nostra realtà.

Abbiamo implementato un ambiente di laboratorio utilizzando varie tecnologie di mercato con l’obiettivo di verificare l’effettiva ottimizzazione di un’architettura fisica «flat» in cui l’organizzazione logica delle risorse di rete è delegata agli strumenti messi a disposizione da SDN, ottenendo efficienza e scalabilità nella creazione di ambienti e configurazioni pilota.

Uno degli aspetti sicuramente più interessanti, risultato dalla virtualizzazione delle funzionalità di rete, è la segmentazione logica per tenant che abbiamo testato nell’ottica del mantenimento dei piani di indirizzamento e dell’utilizzo di hardware già disponibile. Gli ambienti potranno essere progressivamente adeguati e i progetti sviluppati con i nuovi processi, con un’attenzione particolare allo sviluppo di nuove competenze sia interne che dei nostri fornitori.

In ambito WAN la sempre crescente necessità di capacità e affidabilità delle risorse di rete ci ha portati a studiare e testare soluzioni di SD-WAN o hybrid WAN. Dovendo servire una realtà geograficamente distribuita, abbiamo i problemi tipici di digital divide legati al territorio e in alcune aree geografiche non abbiamo sempre a disposizione link molto performanti. Stiamo testando e ingegnerizzando anche in questo caso soluzioni più snelle che ci permettano di discriminare i servizi dando giusta priorità a quelli di business, creando quindi un meccanismo software defined anche per la QoS con una attenzione particolare al livello di security e naturalmente all’efficienza.

 

Volgendo lo sguardo al futuro, quanto trovate interessante il paradigma Fog Computing o Edge Computing? Vi siete già attivati su questo fronte?

Nel mondo della sensoristica Snam è da sempre molto attiva; la realtà di campo è caratterizzata da una presenza pervasiva di dispositivi alla base dei sistemi di controllo di impianti e reti o delle applicazioni di misura del gas. Snam utilizza sistemi SCADA per il controllo delle infrastrutture di trasporto e stoccaggio gas, garantendo l’operatività e la sicurezza grazie al monitoraggio remoto 24/7 effettuato dai centri di supervisione.

I dati raccolti sono utilizzati ed elaborati per alimentare il processo di manutenzione e strutturare nel migliore dei modi le attività di manutenzione, ottimizzando l’esercizio e l’efficienza operativa.

Lo sviluppo dei sistemi di campo e, di recente, la crescita esponenziale nell’ambito Industrial IoT di piattaforme e device, rappresentano senza dubbio un’opportunità per l’evoluzione dei servizi e dei processi di business, ma hanno fatto emergere un aspetto di fondamentale importanza su cui bisogna ancora lavorare: la garanzia di interoperabilità e, in alcuni casi, di intercambiabilità.

Chi gestisce tanti device in campo, da quelli più semplici che possono esporre un solo dato a quelli più articolati presenti in un sistema di controllo di processo di una centrale, sicuramente avrà sperimentato le complessità delle integrazioni applicative. Sebbene il punto di partenza sia un framework di sviluppo comune, le soluzioni sono per lo più quasi-standard e necessitano di personalizzazioni; quando si tratta di parecchie categorie di device questo ha un forte impatto sia in termini di complessità di gestione che di costi.

Infrastrutture di Edge computing delocalizzate che si preoccupano di raccogliere, normalizzare e trasmettere il dato in un unico formato, rappresentano ottime soluzioni per semplificare le architetture e aumentare l’efficienza e Snam usa da tempo queste tecnologie, monitorandone in modo particolare l’evoluzione. La sfida che si impone sfruttando tecnologie di edge e fog computing per acquisire e trasportare nel modo più efficiente possibile i dati è poi quella di capire come usarli al meglio nell’ottimizzazione dei processi aziendali.

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