Intervista a Doris Messina – Fintech and New Business Officer Gruppo Banca Sella

Gen 30, 2017
 

Data la particolare attenzione che da sempre Banca Sella ripone verso il mondo delle tecnologie e dell’innovazione, qual è l’approccio perseguito nei confronti del digitale, come è cambiato (se è cambiato) nel tempo e quali le iniziative messe in campo?

Siamo consapevoli ormai da diverso tempo che il digitale avrebbe modificato l’economia e il settore bancario in particolare, in modo radicale. L’avvio del nostro processo di digitalizzazione, infatti risale alla fine degli anni ’90, quando siamo stati tra i primi in Italia a lanciare il servizio di home banking e ad effettuare la prima operazione di e-commerce, oltre alla prima operazione di compravendita online sul mercato azionario italiano, alla quale è seguita l’avvio dell’offerta di servizi di trading online.

Nel corso degli anni abbiamo proseguito su questo percorso, rendendo disponibile un numero sempre maggiore di servizi attraverso Internet, grazie anche alla diffusione delle applicazioni mobile, e nel 2013 abbiamo lanciato SellaLab, il nostro acceleratore Fintech e polo di innovazione che si configura anche come un laboratorio di ricerca & sviluppo.

In SellaLab avviene una stretta collaborazione tra le Startup e le realtà più consolidate della nostra Banca, generando nuove idee e progetti evolutivi importanti. Dal nostro acceleratore nascono partnership industriali importanti con aziende appena nate o con realtà più consolidate.

Quali sono, a suo avviso, gli ambiti del Fintech con il maggiore potenziale di crescita e successo in Italia? Quali le aree di maggior interesse per Banca Sella?

La nostra banca è molto attenta a cogliere le possibilità di nuovi business che derivano dalla disruption digitale. Una delle aree di maggior interesse è sicuramente quella della digitalizzazione della moneta e il nuovo modo in cui, nelle attività di tutti i giorni, questa viene sostituita da forme alternative. Proprio in questo ambito a Febbraio 2015 abbiamo lanciato Hype, un nuovo modo di gestire il denaro, in modo digitale e smart attraverso un’app sul cellulare.

Una seconda area, più ampia ma di uguale importanza, è quella riferita alla digitalizzazione dei pagamenti e dei finanziamenti e non dobbiamo poi dimenticare la tecnologia Blockchain, che ha campi di applicazione infiniti ed è una innovazione dirompente.

Noi poi facciamo Open Innovation al servizio dell’industria. Le imprese, soprattutto quelle più piccole, oggi sono molto interessate alla rivoluzione del Fintech. I vantaggi della tecnologia per loro sono notevoli; le PMI hanno bisogno di velocità, di personalizzazione e di efficienza, in modo da ottenere una riduzione dei costi e il Fintech lo permette.

Tra i nostri obiettivi vi è poi, naturalmente, anche continuare a lavorare su tutte le forme di interazione con la clientela, che devono necessariamente andare di pari passo con la trasformazione delle abitudini quotidiane. La banca continuerà a fare intermediazione di denaro, ma in modo diverso, sviluppando la parte di consulenza e quella di finanza aziendale, che per la sua complessità continuerà ad avere bisogno di professionisti del credito.

Considerato lo scenario competitivo completo, operatori del mondo Finance tradizionale e Startup Fintech nuove entranti, come si posizionano oggi i vari player e come in evoluzione?

La nostra esperienza come Banca ci vede collaborare con le Startup, mettendo a loro disposizione la nostra esperienza e le nostre capacità, mentre, dall’altro lato, le Startup portano valore aggiunto. Non consideriamo le Startup come nostre concorrenti, anzi riteniamo che collaborare con loro possa creare innovazione discontinua. Spesso le Startup che approdano al nostro acceleratore SellaLab sono molto innovative ma mancano di tutte quelle competenze bancarie e normative che sono fondamentali nello sviluppo dei progetti.

Diverso il discorso se guardiamo ai grandi colossi del digitale, gli OTT (Over The Top). Sono realtà consolidate molto forti sotto tutti i punti di vista e molto competitivi. Ma ciò non sempre è sufficiente, molto importante è anche la relazione che si deve instaurare con il cliente, anche nel mondo digitale.

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