Intervista al Prof. Antonio Brogi del Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa e coordinatore del progetto Through the Fog

Apr 20, 2017
 

di Federica Mazzocchi, Senior Analyst di Sirmi

 

 

 

Prof. Brogi, ci può presentare brevemente il progetto Through the Fog da lei coordinato e appena concluso? Com’è nato e quali obiettivi hanno guidato la ricerca?

Through the Fog è stato un progetto di ricerca di base di un anno, finanziato dall’Università di Pisa, il cui primo obiettivo era favorire la collaborazione tra diversi gruppi di ricerca sul tema emergente del Fog Computing.

Il progetto si è articolato in 8 meeting plenari dei partecipanti e due workshop con ospiti internazionali in cui sono state discusse prospettive e sfide del Fog Computing.

La collaborazione tra gruppi di ricerca di aree diverse (quali HPC, ingegneria del software, algoritmi, modelli formali) ha permesso di studiare il paradigma emergente del Fog Computing da prospettive diverse, analizzando soluzioni per dispiegare, programmare e supportare applicazioni Fog.

Il progetto ha prodotto una cinquantina di pubblicazioni scientifiche in riviste e conferenze internazionali e due prototipi open-source. Il primo prototipo (FogTorchPi) permette di determinare come un’applicazione distribuita può essere dispiegata su un’infrastruttura Fog e con quali risultati in termini di Qualità di Servizio e di consumo di risorse Fog. Il secondo prototipo (IoX) è invece una libreria software per facilitare la comunicazione tra nodi Fog e oggetti dell’Internet delle Cose.

 

Esiste uno step successivo nell’attività di ricerca sul Fog Computing?

I passi successivi nell’attività di ricerca su un tema emergente come quello del Fog Computing sono molti.

Il gruppo di ricerca che coordino, per esempio, sta attualmente lavorando sull’analisi dei costi derivanti dal dispiegamento di applicazioni su infrastrutture Fog. Strumenti come FogTorchPi possono infatti fornire un utile supporto alle decisioni di coloro che dovranno gestire applicazioni Fog e progettare o aggiornare infrastrutture Fog. Strumenti simili potranno inoltre essere utilizzati come supporto per definire gli SLA (Service Level Agreement) dei servizi erogati sul Fog e per definire e valutare nuovi business model nel nuovo panorama offerto dal Fog.

In generale sono molte le sfide aperte dal Fog Computing, sia di natura tecnologica (quali requisiti stringenti di latenza e di elevata ampiezza di banda di rete, dispositivi con risorse limitate, continuità di servizio con connettività intermittente, nuovi problemi di sicurezza) sia di natura economica (nuovi business model derivanti dal nuovo livello infrastrutturale costituito da nodi Fog e da nuovi servizi offerti dai tradizionali gestori di reti e da nuovi fornitori).

 

Ci può spiegare che tipo di vantaggi il paradigma Fog Computing mette a disposizione di Imprese e IT Player?

Il Fog Computing mira a rendere finalmente davvero percorribile la strada dell’Internet delle Cose (IoT), portando capacità di elaborazione dei dati vicine ai sensori e agli attuatori che producono o necessitano tali dati.

Applicazioni come il monitoraggio di pazienti o di veicoli a guida autonoma non possono tollerare i tempi di risposta offerti dal paradigma Cloud+IoT. Per esempio, il veicolo che deve frenare senza l’intervento del guidatore deve essere in grado di reagire prontamente di fronte a un pedone che attraversa improvvisamente la strada o a un’improvvisa frenata del veicolo che lo precede. Il Fog ambisce a fornire l’infrastruttura abilitante per applicazioni come questa, con requisiti bassi in termini di latenza e elevati in termini di banda. Una nuvola portata a terra per l’IoT, un banco di nebbia intelligente che sfrutterà anche dispositivi che abbiamo già in casa come il router attraverso il quale ci connettiamo a Internet.

Il Fog Computing sembra destinato ad aprire nuovi orizzonti per imprese e IT Player, con spazi per i Big Player del Cloud, per un rilancio dei gestori di reti che potranno riutilizzare le proprie competenze e asset per realizzare la nuova infrastruttura e per PMI e start-up che decidano di investire in innovazione.

Il consorzio internazionale OpenFog, a cui l’Università di Pisa partecipa, ha tra i suoi obiettivi la standardizzazione del Fog Computing e analizza casi di studio innovativi quali droni per la consegna dei pacchi, gestione intelligente del traffico stradale o la videosorveglianza in tempo reale di luoghi pubblici.

Il futuro del Fog è ancora per molti versi da disegnare ma nella nebbia si intravede un grande potenziale per la nascita di nuovi business model e per la realizzazione di applicazioni che fino a poco tempo fa formavano solo parte dell’immaginario fantascientifico.

 

Link:

Progetto Through the fog: http://pages.di.unipi.it/throughthefog/

Gruppo di ricerca:           https://di-unipi-socc.github.io/

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