Intervista ad Aladar Ianes, Direttore Area Medico – Sanitaria del Gruppo Korian

Mar 29, 2016
 

di Simona Lissemore, Project Manager di NetConsulting cube

Dottor Ianes, grazie innanzitutto per la sua disponibilità a rilasciarci questa intervista. Prima di iniziare, ci può raccontare l’ambito di attività del Gruppo Segesta-Korian Italia, la sua storia professionale e il suo ruolo all’interno della struttura?

Korian è un Gruppo leader europeo (Francia, Italia, Belgio e Germania) nella gestione di Residenze per la terza e quarta età, che possiede più di 700 strutture con circa 75.000 posti letto, suddivise in tre aree di attività: Residenze e Appartamenti per Anziani; Centri di Riabilitazione e Assistenza Domiciliare.

I servizi offerti dal Gruppo Segesta- Korian Italia si possono raggruppare in aree di attività complementari per un numero di posti letto vicini ai 7.000:

  • 42 Residenze per Anziani con 10 CDI (Centri Diurni Integrati) che offrono assistenza a persone della terza e quarta età;
  • 7 Case di Cura, tra cui 5 cliniche specializzate nell’assistenza a pazienti post-acuti che, dimessi dall’ospedale al termine di un percorso diagnostico terapeutico, necessitano di un ulteriore periodo di tutela e di recupero funzionale con percorso riabilitativo prima del rientro a casa (tra questi pazienti in stato vegetativo o affetti da gravi patologie come la SLA);
  • 2 case di cura con Dipartimento Medico e Chirurgico ad orientamento polispecialistico, ove si svolge chirurgia di elezione nelle varie branche specialistiche;
  • 4 Comunità psichiatriche;
  • 2 Comunità Alloggio;
  • 4 Servizi di Assistenza Post-Acuta;
  • 111 Appartamenti Protetti;
  • 4 Centri di Riabilitazione;
  • 9 Ambulatori specialistici;
  • Assistenza Domiciliare.

Per quanto riguarda la mia storia professionale, sono laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Ortopedia. Sin dai primi anni della mia attività medica clinica ho approfondito l’interesse verso la ricerca clinica e ho collaborato con alcune Aziende Farmaceutiche nel campo del “Bone Metabolism” e nella ricerca dello sviluppo dei fattori di crescita del sistema nervoso come Project Leader di progetti sperimentali.

Più di dieci anni fa, ho iniziato la mia collaborazione con il Gruppo Segesta, dando di fatto una impronta nella crescita di quello che è oggi una Direzione Medica sia per settore Sanitario che Socio Sanitario. Di pari passo è iniziata l’attività di ricerca clinica, supportata anche dal Comitato Etico Scientifico del Gruppo Segesta, che tutt’ora presiedo.

Attualmente nella Direzione confluiscono attività molto importanti quale la costituzione di un team di Ergoformatori che ha lo scopo di individuare le best pratice nell’ergonomia della postura e del movimento per la salvaguardia della salute negli ambienti del lavoro; la prassi legata all’analisi dell’appropriatezza, in campo Sanitario, delle attività clinico-assistenziali e nei comportamenti professionali in termini di etica, efficacia, equità, accettabilità, variabilità geografica ed organizzativa. In campo socio-sanitario trasmetto in prima persona la cultura del “rischio clinico”, costruendo la rete dei facilitatori per ciascuna delle RSA formate. In autunno dello scorso abbiamo concluso questo percorso formativo in Lombardia con un buon avvio post-formativo ed inizio della cultura delle segnalazioni tramite l’incident reporting.

Qual è l’approccio suo e del Gruppo verso le tecnologie e l’innovazione applicate alla salute, alla cura e alle persone?

L’approccio verso le tecnologie e l’innovazione delle stesse applicate alla salute dei nostri Ospiti e Pazienti è proattivo. Sono fermamente convinto che ci troviamo, e dobbiamo esserne parte attiva, nella nuova era dei sistemi di monitoraggio dei pazienti, sia deambulanti che non deambulanti.

Tali sistemi permettono di riorganizzare le attività assistenziali, sia nell’ambito delle Unità Operative per acuti (pazienti post-chirurgici), sia dei pazienti di lungodegenza, in stato di coma, in stato vegetativo e di minima coscienza, nelle cure intermedie e pazienti critici in RSA.

In alcune nostre Case di Cura, da anni abbiamo la suddivisione dei pazienti in base all’intensità di cura: è ovvio che con i sistemi di monitoraggio, anche indossabili, forniamo un supporto al lavoro del personale medico ed infermieristico che eleva il livello qualitativo dell’assistenza in termini di rapidità di intervento e sicurezza del paziente, il che si traduce nel miglioramento della qualità della vita del paziente ed in una riduzione e un maggior controllo degli errori umani.

Sono certo che anche alcuni fra i sistemi di riabilitazione virtuali e di gaming per neurolesi o per malattie degenerative oggi presenti sul mercato, rappresenteranno il golden standard per un nuovo concetto del “care” che non sostituisce quello tradizionale ma va ad esprimersi come valore aggiunto, anche in questo caso come miglioramento della qualità di vita del paziente istituzionalizzato.

Su quali ambiti il Gruppo Korian sta investendo? E con quali risultati e benefici attesi oppure già concretizzati?

Allo stato attuale siamo molto avanti nell’introduzione di strumenti configurabili in modo individuale per il monitoraggio dei parametri vitali 24H in tempo reale. I parametri fisiologici monitorati corrispondono ai criteri NEWS (National Early Warning Score) in modo che i pazienti, qualora si trovassero in una fase di destabilizzazione clinica, vengano prontamente assistiti al verificarsi di alert specifici e predefiniti.

Tale tecnologia aumenta le performances dell’assistenza sia ambito dell’ospedalizzazione nelle nostre Case di Cura ma anche nelle nostre RSA. Ne scaturisce il concetto che per rendere più performanti le organizzazioni di cura ed assistenza, il quadro dell’organizzazione per intensità di cura possa essere applicato anche in ambito della Residenzialità classica (RSA-RSSA) così come nel processo di riorganizzazione delle cure in logica ospedale-territorio, intendendo il punto ultimo del territorio l’Assisted Living oppure il proprio domicilio.

In estrema sintesi quale può essere il ruolo delle tecnologie e delle innovazioni da lei citate rispetto ai processi tipici di un gruppo sanitario quale il vostro e rispetto alle possibili evoluzioni dei servizi da voi offerti e del modello di business?

Il tema delle cure nel post-acuto è sempre più cogente in quanto l’ospedalità privata deve dare una risposta efficace ed efficiente nei tempi stabiliti dai DRG e dalle relative giornate di degenza. Così ottemperando aumenta il numero dei pazienti non immediatamente eleggibili alla dimissione domiciliare. Dare una risposta alla richiesta di salute significa anche offrire dei percorsi adeguati alla difesa della salute del cittadino, volti ad evitare il ricovero ripetuto che sovente rappresenta l’incremento dei costi al sistema sanitario.

Ritengo che offrire tali risposte ai Sistemi Sanitari Regionali, senza nulla chiedere in termini economici, rappresenti l’eccellenza nella cura e nella sanità: è questo quello che il Gruppo Segesta- Korian Italia intende continuare a perseguire con la ferma intenzione di migliorarsi progressivamente anche grazie alle opportunità offerte dalla tecnologia applicata alla Sanità.

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