Intervista a Umberto Stefani, Group Chief Information Officer di Chiesi Farmaceutici S.p.A.

Gen 26, 2016
 

di Alessandra Pinza, Senior Analyst di NetConsulting cube

Buongiorno Ing. Stefani, ci può raccontare brevemente qual è il suo ruolo e di cosa si occupa all’interno di Chiesi?

Dal mio ingresso in Chiesi, avvenuto nel 2004, ricopro il ruolo di Group Chief Information Officer e sono responsabile della definizione e coordinamento delle attività svolte dalla Direzione Information and Communication Technologies del Gruppo nonché della formulazione delle strategie e del budget ICT, in linea con gli obiettivi dell’azienda. Da un punto di vista maggiormente operativo, le principali iniziative che mi hanno visto attivo in questi anni riguardano la progettazione e realizzazione di una serie di sistemi e architetture applicative (in area ERP, gestione della produzione e MES, HR, laboratori e R&S) e l’implementazione di iniziative a livello infrastrutturale (consolidamento, virtualizzazione). La mia responsabilità si estende anche ai Paesi esteri in cui Chiesi è presente; ho infatti gestito anche la progettazione e realizzazione dell’infrastruttura tecnologica e applicativa per diverse delle nostre sedi internazionali, soprattutto per quelle di nuova costituzione.

In Chiesi quali sono gli ambiti business in cui è più forte la propensione all’uso delle nuove tecnologie digitali a supporto delle attività? Può fornirci qualche esempio?

Più che di propensione all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali parlerei piuttosto di aree di business dove le nuove tecnologie digitali possono portare valore, relativamente sia agli interlocutori interni che a quelli esterni. Citerei sicuramente il Marketing, le Vendite e anche la Ricerca & Sviluppo. La digitalizzazione coinvolge però anche i dipendenti e in generale i processi interni che possono ottenere vantaggi dall’adozione di nuovi strumenti digitali.

Andiamo per ordine e cominciamo da Marketing e Vendite.

In questo ambito la parola d’ordine in Chiesi è “Multicanalità” riguardo all’approccio al medico/specialista; l’obiettivo in questo caso è affiancare ai tradizionali canali “analogici” (come ad esempio le visite dell’informatore, la partecipazione ai congressi etc.) l’utilizzo di nuovi canali digitali più pervasivi, quali ad esempio mobile apps, report digitali dei congressi, e-detailing, corsi on-line, newsletter digitali, webinar, webcast, etc., volti a migliorare la gestione dell’informazione scientifica. In questo ambito, nei vari Paesi dove Chiesi opera le iniziative sono molteplici e sono funzionali al mercato locale e a quanto la legislazione nelle diverse aree geografiche consente di fare.

In generale, comunque, la scommessa consiste nel riuscire a capitalizzare la redemption e riuscire ad utilizzare le informazioni di ritorno dalle campagne digitali al fine di migliorare la conoscenza da parte di Chiesi dei medici e quindi rendere l’informazione scientifica ancora più efficace.

Al fine di coordinare al meglio le varie attività, a livello sia nazionale che internazionale, sono state emesse da parte del Marketing centrale delle Linee Guida, riguardanti i principali farmaci, con l’obiettivo di dare alle filiali utili indicazioni su come gestire le iniziative digitali, garantendo al contempo coerenza nell’informazione trasmessa.

In ambito Ricerca & Sviluppo si stanno approfondendo temi legati al Cognitive Computing al fine di supportare i ricercatori nelle loro attività di ricerca scientifica. Siamo ancora nelle prime fasi di studio di questo nuovo ambito tecnologico e di definizione delle aree di ricerca che potrebbero trarre vantaggio dall’applicazione di questa tecnologia. Si tratta inoltre di temi particolarmente riservati, per cui non posso dire di più.

Per quanto riguarda i processi interni, l’approccio che in Chiesi stiamo seguendo già da qualche anno è rappresentato dalla progressiva eliminazione della carta facendo leva sulle nuove tecnologie disponibili: motori di workflow, firma elettronica, utilizzo di strumenti mobili (notebook, tablet e smartphone), servizi in Cloud.

Per fare qualche esempio posso citare:

  • L’automazione completa del ciclo passivo, basata sull’esternalizzazione di una serie di operazioni svolte sulle fatture dei fornitori, ovvero scannerizzazione, riconoscimento ottico dei contenuti, pre registrazione sul nostro SAP e archiviazione sostitutiva;
  • L’implementazione del batch record elettronico che sostituisce il vecchio rendiconto di produzione e che integra e raccoglie i dati dalle linee produttive. È molto utile come supporto alle ispezioni e alle attività di batch review dal momento che tiene traccia delle lavorazioni, dei parametri prefissati e di eventuali scostamenti;
    • La gestione delle note spese con interfacce per smartphone che consentono al dipendente di fotografare le ricevute fiscali.

Discorso a parte merita l’evoluzione della postazione di lavoro che si è arricchita nel tempo di una serie di tecnologie digitali integrate che permettono agli addetti aziendali di svolgere il proprio lavoro indipendentemente da dove si trovano e dal tipo di connessione che hanno a disposizione. Lo scopo è di dare la possibilità a tutti i dipendenti di interagire in maniera virtuale e di ridurre al massimo gli spostamenti fisici.

Abbiamo quindi adottato in maniera pervasiva le seguenti soluzioni tecnologiche:

  • Dispositivi di lavoro mobili: notebook, tablet, smatphone;
  • Sistemi di videocomunicazione ad alta definizione, in Chiesi ad oggi disponiamo di oltre 60 sale attrezzate;
  • Sistemi di comunicazione integrata personali per tutti i dipendenti (Skype for Business);
    • Ambienti di collaborazione virtuale sulla Intranet (Share Point).

Al di là del Cognitive Computing a cui ha accennato precedentemente, a suo avviso quali saranno in generale i paradigmi che comporteranno il cambiamento più significativo delle attività svolte in area Ricerca & Sviluppo? Può descriverci qualche progetto di Chiesi in quest’ambito?

Il paradigma fondamentale su cui la Ricerca & Sviluppo si sta concentrando è la “centralità del paziente”. Il paziente sta assumendo un ruolo sempre più importante: è sempre più consapevole, è sempre più informato e quindi partecipa più attivamente alle decisioni relative ai farmaci da assumere e al percorso di cura da intraprendere. Questa tendenza porta la Ricerca & Sviluppo a ripensare il prodotto, che non è più visto solo come un semplice farmaco, ma un farmaco corredato da servizi per il paziente.

A questo proposito, un ambito che Chiesi sta studiando e su cui ha avviato sperimentazioni è rappresentato dall’utilizzo di sensori (in linea con il paradigma dell’Internet of Things) all’interno dei dispositivi inalatori, da noi prodotti (ndr Chiesi ha un’importante focalizzazione sullo sviluppo di prodotti che si rivolgono a patologie delle vie aeree/ respiratorie), in grado di trasmettere dati ed informazioni ad una app installata sullo smartphone del paziente. L’app potrebbe dare al paziente indicazioni utili per utilizzare il farmaco nella giusta dose e al dottore la possibilità di avere un canale on-line con il paziente stesso. Siamo in una fase iniziale di studio e di valutazione delle opportunità. I temi da approfondire sono tanti e non sono ovviamente solo tecnologici, ma riguardano soprattutto la sostenibilità economica, la rimborsabilità, la necessità di eseguire appositi studi clinici e l’individuazione di servizi effettivamente utili al paziente e al dottore.

Un secondo ambito, dove al momento Chiesi non ha iniziative concrete in essere, ma semplicemente alcune riflessioni a livello macro, riguarda il presidio del canale wellness nel senso più ampio del termine. Non cioè legato a specifici prodotti Chiesi, ma con l’obiettivo di aiutare le persone ad avere un corretto stile di vita sotto molteplici punti di vista: nell’alimentazione, nell’attività fisica e ovviamente anche in rapporto all’uso dei farmaci.

Come dicevo prima la scommessa è riuscire a portare servizi innovativi nelle mani del paziente.

In relazione alla vendita di dispositivi medicali o di farmaci per la cura di patologie particolari, quanto è forte secondo lei la domanda da parte del paziente di servizi di telemonitoraggio/ teleassistenza? Chiesi ha iniziative/ strategie in tal senso?

È senza dubbio un tema importante e molto sentito, coerente con quanto dicevo prima relativamente alla crescente centralità del paziente in ambito farmaceutico. Non a caso, Chiesi ha avviato sperimentazioni volte al possibile utilizzo di inalatori “intelligenti” che rispondono all’esigenza del paziente di essere monitorato durante l’assunzione del farmaco e comunque di avere una più diretta comunicazione con il medico curante.

Per quanto riguarda attività già in corso, in Chiesi da alcuni anni è pratica abbastanza consolidata utilizzare dispositivi mobili a supporto degli studi clinici. Ai pazienti reclutati per gli studi vengono forniti dispositivi mobili, quali smartphone, per consentire ai pazienti di interagire in tempo reale con il centro clinico che li segue e di fornire, attraverso l’utilizzo di questionari on line, informazioni relative all’utilizzo del farmaco, l’efficacia dello stesso, parametri di monitoraggio, eventuali reazioni avverse etc.

Forse non si tratta di servizi di teleassistenza/ telemonitoraggio in senso stretto ma rappresentano iniziative assolutamente in linea con l’esigenza del paziente di essere più vicino all’azienda farmaceutica e, senza dubbio, costituiscono un’esperienza importante a supporto delle sperimentazioni che Chiesi sta conducendo nello sviluppo di servizi innovativi al paziente.

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