Intervista a Nicolò Romani, Responsabile dell’Innovation Lab di SIA

Set 29, 2016
 

di Rossella Macinante, Practice leader di NetConsulting cube

 

SIA è la società italiana leader nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici dedicati alle Istituzioni Finanziarie, alle Banche Centrali, alle Imprese e alle Pubbliche Amministrazioni, nelle aree dei pagamenti, della monetica, dei servizi di rete e dei mercati dei capitali.  Storicamente uno dei principali operatori di riferimento nel sistema dei pagamenti, con una forte presenza anche a livello europeo. SIA rappresenta un attore importante nel mercato dei pagamenti digitali in Italia su cui è da tempo presente con importanti iniziative.

Abbiamo approfondito il tema dell’evoluzione dei pagamenti digitali con Nicolò Romani, Responsabile dell’Innovation Lab di SIA.

 Dott. Romani, può descriverci qual è lo scenario attuale del mercato dei pagamenti digitali e quali sono i principali fattori di freno e di spinta?

Il 2016 sembra affermarsi come un anno “di preparazione” per gli operatori del settore. Stiano assistendo infatti ad un continuo sviluppo nel volume dei pagamenti digitali, e in particolare dei mobile payments, ma non si registrano discontinuità significative lato offerta. E nel vivo della competizione stanno per entrare tre tipologie di attori: gli istituti di credito, le startup fintech che hanno lanciato iniziative autonome, spesso molto innovative, e i produttori di apparati – i cosiddetti OEM come Apple e Samsung -, forti delle grandi basi clienti di cui dispongono. Tutto questo porterà sul mercato offerte caratterizzate da modelli di business e tecnologie differenti. Si prevede quindi che l’anno prossimo l’offerta di servizi sarà molto ricca sia lato issuing che lato acquiring, con una forte spinta di comunicazione che accelererà ulteriormente la diffusione dei pagamenti digitali.

Alla luce dello scenario che ci ha descritto quali sono le sfide che attendono gli operatori del settore?

Siamo alla vigilia di un cambiamento radicale del mondo dei pagamenti, che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi dodici mesi, sia per effetto della spinta normativa che imporrà l’accettazione da parte degli esercenti della modalità elettronica nei pagamenti anche di importo ridotto – superiore ai 5 euro -, sia per l’ingresso, ormai certo, sul mercato italiano di grandi player globali. Apple e Samsung hanno già annunciato il lancio delle rispettive offerte in Italia, si attende anche l’arrivo dalla Cina di Alibaba, con il suo Alipay. Senza dimenticare Paypal che è già ben radicato nei pagamenti elettronici sulle piattaforme e-commerce e ha fatto ingresso anche nel mondo dei punti vendita fisici. La semplicità delle soluzioni a disposizione dei clienti e una user experience ottimale rappresentano le condizioni necessarie per il pieno sviluppo di questo mercato.

Quale è il ruolo di SIA e come si traduce in termini di soluzioni offerte?

La sfida per l’Italia è la possibilità di portare a sistema le diverse iniziative nazionali presenti sul mercato dei pagamenti digitali. In questo senso, SIA rappresenta uno dei grandi poli aggreganti in grado di raccogliere questa sfida creando una piattaforma interoperabile a livello nazionale per offrire piena usabilità ai clienti delle diverse soluzioni attualmente disponibili, indipendentemente dal metodo di pagamento utilizzato. E l’innovazione gioca un ruolo fondamentale. Una delle soluzioni che SIA ha sviluppato, a cui hanno già aderito 23 gruppi bancari italiani, è Jiffy, il servizio inizialmente nato come “person to person” (per inviare e ricevere denaro in tempo reale via smartphone tra amici) che entro la fine del 2016 sarà disponibile anche per i pagamenti nei negozi, quindi “Person to Business”. Jiffy è stata la prima soluzione in Italia a consentire di effettuare un pagamento via mobile basandosi sul conto corrente e non sulla carta di credito. Oggi sono oltre 400.000 gli utenti registrati. Oltre a Jiffy stiamo sviluppando prototipi e servizi, che si collocano immediatamente prima o dopo il pagamento, con cui le banche potranno fidelizzare i propri clienti: tra questi, ad esempio, la realizzazione di offerte personalizzate e di couponing digitale – come l’app TiFrutta – l’utilizzo di motori di big data analytics e l’adozione di soluzioni biometriche per l’autorizzazione del pagamento, che indubbiamente rendono più semplice l’operazione rispetto alla richiesta di un PIN o di firma autografa.

In conclusione quale è a suo avviso il fattore alla base dello sviluppo di questo mercato?

Il punto fondamentale resta quello di offrire al cliente un servizio che lo renda libero di decidere di volta in volta tra le opzioni di pagamento possibili. Un wallet digitale, quindi, in cui sceglieremo di volta in volta con quale strumento effettuare il pagamento, federato con le principali reti di accettazione e fruibile in modo semplice e sicuro.

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