Intelligenza Artificiale: i progetti realizzati in Italia

Nov 27, 2015
 

di Valentina Re Sartò, Analyst di NetConsulting cube

Molti analisti a livello internazionale definiscono l’intelligenza artificiale come il motore della quarta rivoluzione industriale, un cambio di paradigma con impatti significativi sul modo nel quale viviamo e lavoriamo. Lo studio della robotica e dell’intelligenza artificiale applicata sta facendo passi da gigante: molti laboratori e centri accademici in tutto il mondo stanno sviluppando nuovi modelli per la creazioni di reti neurali artificiali che riproducono il funzionamento del cervello umano e, anche in Italia, si rilevano progetti interessanti in tal senso.
Uno tra i più recenti, riguarda un gruppo di ricercatori dell’Università di Sassari che ha sviluppato Annabell (acronimo di Artificial Neural Network with Adaptive Behavior Exploited for Language Learning), un cervello artificiale dotato di 2 milioni di neuroni interconnessi in grado di imparare a parlare con un essere umano. Partendo da una base limitata di conoscenze innate, Annabell sembra essere in grado di sviluppare capacità cognitive più elevate attraverso l’interazione con l’ambiente esterno, proprio come i meccanismi del cervello umano. Il modello è stato validato usando un database di circa 1.500 frasi, tratte dalla letteratura sullo sviluppo del linguaggio infantile, e ha risposto producendo nel complesso circa 500 frasi di output. Il prossimo passo per i ricercatori di Sassari sarà quello di incorporare questo modello in un robot per ampliarlo e effettuare ulteriori test attraverso lo studio delle interazioni tra il robot e gli esseri umani.
Un altro progetto realizzato in Italia si chiama Nina (Neurometrics Indicators for ATM) ed è un sistema di Intelligenza Artificiale in grado di aiutare i controllori di volo in situazioni di emergenza. Partito nel settembre 2013, il progetto è in dirittura d’arrivo proprio in queste settimane e si tratta di un sistema che ha la capacità di misurare in tempo reale il carico di lavoro mentale dei controllori di volo tramite speciali sensori che ne registrano l’attività cerebrale, rilevando i livelli di attenzione, fatica e stress. Protagonista di questa iniziativa, realizzata nell’ambito del progetto europeo Sesar Wpe volto a migliorare il controllo del traffico aereo, è un consorzio costituito dall’Università Sapienza di Roma, la scuola nazionale francese per l’aviazione civile (Enac) e la società italiana Deep Blue.

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