Infografica – Stampa 3D: obiettivi e gap da colmare

Feb 27, 2017
 

di Simona Lissemore, Project Manager di NetConsulting cube

 

Fonte: Osservatorio stampa 3D Net Consulting cube/Cherry Consulting

 

Commenti all’infografica

 

Commento figura 1

La web survey è stata effettuata tra dicembre 2016 e febbraio 2017. I rispondenti sono stati 86 tra responsabili di R&D, progettazione, produzione, uffici tecnici e CIO di diversi comparti industriali italiani.

La prima figura si riferisce al livello di adozione della Stampa 3D. La domanda posta agli intervistati ha lo scopo di comprendere se un impulso agli investimenti in Stampa 3D provenga oggi dal piano Industria 4.0 approvato dal Governo e se le aziende stanno ragionando sul tema Additive Manufacturing in logica strategica.

Il 46,5% delle aziende intervistate ha in corso riflessioni, progetti o attività in ambito Manifattura Additiva; tra queste, il 45% ha già adottato la tecnologia additiva in logica Industria 4.0, e quindi all’interno di un piano complessivo di integrazione e connessione dei sistemi per la progettazione e la produzione. Un ulteriore 42% segnala invece riflessioni in corso, e tra queste il 35% pensa di contestualizzare gli investimenti anche sfruttando gli incentivi fiscali del Piano Calenda, quindi nel corso del 2017.

 

Commento figura 2

Quali sono nello specifico gli obiettivi che spingono le aziende italiane ad adottare tecnologie di Manifattura Additiva oggi?

In base ai risultati del nostro Osservatorio, le principali motivazioni sono legate ad una maggiore efficienza in azienda: riduzione di tempi e di errori di prototipazione, aspetti considerati fondamentali soprattutto per i settori meccanico ed elettrico-elettronico.

Seguono come motivazioni la possibilità di accelerare il time to market sul mercato relativamente al lancio di nuovi prodotti e la possibilità di incrementare il livello di personalizzazione di prodotti e componenti; e queste considerazioni emergono principalmente per il settore tessile, meccanico e dei mezzi di trasporto.

E’ stato, inoltre, chiesto alle aziende quali sono le possibili evoluzioni future. La maggior parte delle aziende rispondenti sottolinea come punterà sull’innovazione: il 28,2% delle aziende – principalmente aziende medio-grandi del settore meccanico, healthcare e dei mezzi di trasporto – dichiara infatti di avere intenzione di ampliare la gamma di prodotti su cui impiegare le stampanti 3D; il 25,6% delle aziende ha intenzione di trovare nuovi modelli di business grazie alle stampanti 3D – ed in questa casistica emergono principalmente realtà di medie dimensioni dei settori meccanica ed elettrico-elettronica. E tutte le aziende segnalano che per soddisfare le proprie esigenze intendono anche ampliare il parco delle stampanti 3D attualmente in uso.

 

Commento figura 3

La figura 3 evidenzia le criticità e i gap che le aziende italiane devono superare per rispondere agli obiettivi di efficienza, di innovazione e di evoluzione del modello di business che si prefiggono grazie alle tecnologie additive. Secondo le aziende rispondenti, i primi gap da colmare sono relativi alle competenze; in particolare, al primo posto si collocano gli skill sui materiali. I materiali sono molteplici, con caratteristiche variegate e si adattano a diversi e specifici ambiti di produzione e di prototipazione. Ogni macchina utilizza specifici materiali e, soprattutto, i materiali stanno evolvendo a grandi passi.

A seguire, emergono i gap relativi alle competenze in ambito software – ad esempio per l’utilizzo di CAD 3D – e hardware, che consentano di padroneggiare sistemi e macchinari in misura adeguata a non provocare errori e difetti sui prodotti, come di sapersi orientare nell’acquisto della macchina adeguata.

Altre criticità espresse riguardano la capacità di governare gli impatti dell’introduzione della nuova tecnologia sui processi e l’organizzazione, di determinare benefici e business case, di scegliere macchinari e fornitori adeguati alla specifica esigenza.

 

Commento figura 4

Per superare e gestire questi gap, nonché per orientarsi nelle scelte corrette nelle tecnologie additive, a chi si rivolgono le aziende italiane?

In causa ci sono un po’ tutti gli attori dell’ecosistema della manifattura additiva, partendo dai fornitori di stampanti e di software. Anche le Università e i Centri di ricerca pubblici e privati sono attori principali a sostegno delle aziende, con i loro Laboratori sulle tecniche dei materiali, su automazione industriale e robotica. Operano sul mercato anche altri Partner e Fornitori attivi in area consulenza e integrazione di sistemi, a ulteriore conferma che gli investimenti sulla Stampa 3D sono sempre più integrati in un sistema complessivo di ammodernamento della prototipazione e della produzione.

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