Infografica – La Digital Transformation nel settore Farmaceutico

Gen 26, 2016
 

di Alessandra Pinza, Senior Analyst di NetConsulting cube

 

 

Nel mese di Gennaio, NetConsulting cube ha lanciato una Web Survey rivolta ai CIO e Responsabili marketing delle aziende Farmaceutiche attive in Italia. L’indagine ha l’obiettivo di rilevare quali sono i principali impatti della Digital Transformation nel comparto Farmaceutico e quali leve tecnologiche le aziende del settore stanno adottando o dovrebbero adottare per fornire ai pazienti prodotti e servizi più efficaci. Vista l’importanza dei loro prodotti ai fini della cura e della qualità di vita degli individui, le realtà farmaceutiche sembrano, infatti, essere tra le più titolate all’utilizzo delle tecnologie digitali per evolvere la propria offerta e per ridurre la distanza che le separa dal paziente. Vediamo come hanno risposto i partecipanti all’indagine.

Per quanto riguarda gli impatti che la Digital Transformation sta esercitando sul settore Farmaceutico, nella maggioranza dei casi (86,7%, Fig. 1) i partecipanti all’indagine ritengono che l’innovazione delle modalità di lavoro interne all’azienda (lavoro in mobilità e da remoto, collaboration, videocomunciazione etc.) costituisca, ad oggi, l’aspetto più rappresentativo della crescente digitalizzazione del comparto. Percentuali inferiori di aziende, ma comunque significative, hanno indicato nell’innovazione dei processi di R&S (73,3% delle citazioni) e nella revisione dei principali processi di business – marketing e vendite (53,3%) i principali impatti della Digital Transformation. Si tratta comunque di impatti che trovano nell’innovazione delle modalità di lavoro un presupposto fondamentale. Segue la propensione ad ampliare l’offerta (citata dal 46,7% dei rispondenti), grazie allo sviluppo di servizi a corredo dei farmaci, basati ad esempio su dispositivi medicali intelligenti, anche wearable. La frequenza di citazione appare contenuta perché la maggioranza di iniziative di questo tipo sono prevalentemente sperimentali. Infine, la maggiore interazione con i principali attori della catena del valore, a partire dai farmacisti, è stata indicata come impatto della Digital Transformation solo dal 26,7% del panel, a riprova della tradizionale scarsa propensione delle realtà farmaceutiche a presidiare il canale di vendita che si rivolge direttamente al paziente.

Per le aziende del panel, l’esigenza di indirizzare la Digital Transformation richiede l’adozione di un mix di strumenti digitali, polarizzato prevalentemente sul’adozione di tecnologie Social (73,3% delle citazioni, Fig. 2) e di Mobile apps (53,3%). Soluzioni di gestione di Big Data e di IoT sono state indicate da percentuali inferiori di aziende (rispettivamente 46,7% e 40% dei rispondenti) perché probabilmente caratterizzate da ambiti di applicazione meno pervasivi all’interno del comparto farmaceutico.

In maggior dettaglio, le tecnologie Social appaiono prevalentemente indicate per la creazione di Social Community interne volte a supportare le attività di Business Development e Marketing (80% delle citazioni, Fig. 3), ovvero “luoghi” digitali dove è possibile avere una visione complessiva dell’orgnizzazione e della gestione della rete di vendita, delle iniziative di Marketing in corso, della classificazione dei contatti assegnati ai vari informatori scientifici, a seconda dell’area geografica e e dei vari farmaci. Segue la creazione di Social Community interne finalizzate ai processi di R&S (60%), in linea con modelli di Collaborative R&D: si tratta di strumenti volti a migliorare le attività dei team di ricerca interni attraverso l’ottimizzazione della gestione dei vari filoni di ricerca, la pianificazione delle risorse e l’assegnazione di asset e task ai vari componenti del gruppo. L’adozione di Social Community esterne è generalmente meno ricorrente; prevale tuttavia l’interesse verso la creazione di Social Community dedicate a particolari categorie di pazienti (53,3% delle citazioni), che soffrono di particolari patologie o che assumono un determinato farmaco. In questo modo le aziende possono avvicinarsi con maggiore efficacia ai target elettivi della loro offerta. Altri possibili ambiti di utilizzo delle tecnologie Social riguardano la creazione di Community esterne dedicate a iniziative di co-promotion, ovvero per la promozione congiunta con altri player del settore di farmaci innovativi (ad es. per la cura di malattie rare), e alla gestione dei canali di vendita (20%), tema che si conferma quindi non essere una priorità per le realtà farmaceutiche.

L’adozione di soluzioni Mobile è stata citata con particolare frequenza a supporto dello svolgimento degli studi clinici (86,7% delle citazioni): al paziente che partecipa ad uno studio clinico, volto a valutare l’effettiva efficacia di un dato farmaco, può essere fornito un dispositivo mobile ed una soluzione mobile che gli consente di essere connesso alle strutture sanitarie di riferimento – clinica, ospedale o medico – e di trasferire in tempo reale dati ed informazioni relative agli effetti del farmaco e utili per avviare un eventuale processo di supporto e cura. Molto citata appare anche la possibile adozione di soluzioni Mobile dirette al supporto della forza vendita, ovvero applicativi con presentazioni e contenuti multimediali da sottoporre al medico e moduli di CRM per velocizzare la gestione di note spese e rapportini presenze. Seguono soluzioni a supporto della Collaboration (60%) e, più in generale, di modalità di lavoro in linea con il paradigma dello Smart Working (53,3%), che comunque rappresentano tematiche trasversali e non specifiche del comparto farmaceutico. Strumenti mobile che abilitano lo sviluppo di servizi di assistenza al paziente durante la somministrazione di un dato farmaco, ad esempio per il controllo di specifici parametri, sono stati indicati dal 46,7% del panel e probabilmente scontano l’esigenza per le aziende del comparto di finalizzare partnership con altri attori del settore della Sanità. Lo sviluppo di mobile apps dedicate a specifici target di utenza è stato citato solo dal 20% delle aziende, a riprova della finora scarsa propensione da parte delle realtà farmaceutiche di indirizzare in modo diretto gli utenti finali.

Le aree e figure aziendali che sono o dovrebbero essere maggiormente supportate dall’utilizzo di soluzioni per la gestione dei Big Data si collocano in ambito R&S (93,3% delle citazioni, Fig. 5) e tra i componenti del Top Management (73,3%). In area R&S appaiono sempre più interessanti le soluzioni di Cognitive Computing che consentono di incrementare la capacità dei ricercatori di elaborare di analizzare grandi quantità di dati, provenienti da documenti e pubblicazioni scientifiche o da database di strutture sanitarie (ospedali, centri di ricerca) e università, di individuare relazioni e modelli tra gli stessi dati contribuendo a velocizzare i processi di scoperta. Il Top Management utilizza, invece, dashboard e cruscotti per il monitoraggio di una serie di parametri economico-finaziari, e soluzioni a supporto di simulazioni e analisi di impatto. Seguono l’area Vendite (60%) per la quale le soluzioni di Big Data Management consentono di svolgere analisi di vendita e di formulare scenari predittivi; la Produzione (46,7%) per la pianificazione delle attività sulla base dei dati di vendita e delle esigenze della domanda; il Marketing (26,7%) a supporto dell’analisi della domanda e della profilazione dei target.

Infine, sulla base delle risposte fornite dal panel, ad oggi, i benefici riconosciuti alle soluzioni IoT possono essere classificati in due macro ambiti. Da un lato, le soluzioni IoT – da un punto di vista generale – contribuiscono a gestire in modo più efficace la complessità dei processi produttivi (86,7% delle citazioni, Fig. 6), con conseguenze positive sull’ottimizzazione delle attività di manutenzione (46,7%), sulla possibilità di integrare le soluzioni di fabbrica con applicativi IT business (26,7%) e sull’incremento dell’automazione industriale (20%). Dall’altro lato, il paradigma IoT rende possibile lo sviluppo di dispositivi intelligenti (66,7% delle risposte) che supportano il paziente nell’assunzione di uno specifico farmaco (definizione della dose da assumere, alert sonori nei vari momenti della giornata) così come di servizi di monitoraggio (33,3%) di parametri connessi ad esempio a patologie croniche, il cui sviluppo più concreto dipende però dalla conclusione di accordi con altri operatori in ambito sanitario.

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