Gli incentivi del Piano industria 4.0: non solo iper-ammortamento

Mag 23, 2017
 
È ormai prassi comune associare il Piano nazionale Industria 4.0 all’iper-ammortamento, ma in realtà vi sono anche altre forme di incentivo fiscale e finanziario a disposizione delle imprese che vogliono investire per entrare nell’era della quarta rivoluzione industriale.La ricerca dell’innovazione dei processi produttivi è un fattore chiave alla base del successo del settore manifatturiero nel lungo termine. Nuove tecnologie produttive, in grado di trasferire i propri dati, vengono inserite sul mercato ogni giorno e l’impresa, per mantenere ed accrescere la propria competitività, soprattutto a livello globale, deve investire nella propria crescita tecnologica. Un esempio di innovazione del processo produttivo è dato dallo sfruttamento delle potenzialità della stampa 3D in molti processi aziendali.

L’impresa che riflette sull’evoluzione del proprio business e pianifica conseguentemente i propri investimenti trova sicuramente negli incentivi del Piano Industria 4.0. uno stimolo aggiuntivo al cambiamento.

Vediamo quali sono i principali incentivi inclusi nel Piano Industria 4.0 ai quali possono accedere le imprese ed in quali tempi.

Una prima tipologia è rappresentata dall’iper-ammortamento, incentivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2017 per facilitare i processi di trasformazione tecnologica e digitale e che consiste nella maggiorazione del 150% del costo fiscale ammortizzabile di specifici beni materiali strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico acquistati o costruiti dalle imprese, il cui elenco è contenuto nell’Allegato A della Legge di Bilancio 2017 e tra i quali figurano anche i macchinari per la manifattura additiva. In buona sostanza è consentito dedurre ai fini fiscali il 250% (100% + 150%) del costo attraverso una maggiorazione delle quote di ammortamento del 150%. Condizione necessaria è l’interconnessione del bene al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.  Dopo alcune incertezze iniziali, ormai è stato chiarito che l’incentivo si estende anche ai costi sostenuti per l’ammodernamento o il revamping in un’ottica di “Industria 4.0.” di beni già esistenti.

Se l’investimento non presenta le caratteristiche per beneficiare dell’iper-ammortamento, l’impresa che investe può comunque godere del super-ammortamento, incentivo già conosciuto dagli addetti ai lavori, che prevede la maggiorazione del 40% del costo degli investimenti in beni strumentali nuovi acquistati o acquisiti in leasing.

È stato inoltre prevista, per i soggetti che beneficiano dell’iper-ammortamento, la possibilità di fruire del super-ammortamento anche per gli investimenti in beni strumentali immateriali con la maggiorazione del 40% del costo. Anche in questo ultimo caso, ai fini del beneficio del super-ammortamento è necessario che l’investimento strumentale immateriale risulti nell’elenco di cui all’Allegato B della legge di bilancio 2017, senza obbligo di relazione tra i beni –  materiali e immateriali – oggetto delle due discipline.

Attraverso gli ammortamenti aggiuntivi previsti da questi incentivi, l’impresa potrà ridurre il proprio reddito imponibile assoggettato all’imposta sul reddito senza appesantire il conto economico e quindi beneficiare di un risparmio delle relative imposte durante il ciclo di vita del bene o la durata del contratto di leasing.

In caso di investimenti superiori ad Euro 500.000 per singolo bene, oggetto di iper-ammortamento o di super ammortamento, è necessaria una perizia tecnica giurata o un attestato di conformità, emessa da soggetti specificamente indicati, indipendenti dai fornitori.

Purtroppo, questi incentivi sono riconosciuti per gli investimenti effettuati in un arco temporale limitato.

In base alla legge attuale, salvo proroghe sollecitate da più parti, il super-ammortamento e l’iper-ammortamento sono infatti fruibili limitatamente agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2017 oppure entro il 30 giugno 2018, a condizione che entro il 31 dicembre 2017 il relativo ordine di acquisto risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il versamento di un acconto in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

 Il Piano Industria 4.0 include inoltre l’incentivo finanziario del credito all’innovazione (Beni strumentali – Nuova Sabatini), agevolazione per le micro, piccole e medie imprese, che prevede la concessione di un contributo in conto interessi da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), a parziale copertura degli oneri finanziari pagati dall’impresa su finanziamenti per l’acquisto, anche in leasing finanziario, di nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali. Nello specifico i finanziamenti bancari devono essere concessi da istituti bancari o società di leasing convenzionati con il MISE e di importo compreso tra un importo minimo pari ad Euro 20.000 e un importo massimo pari ad Euro 2.000.000, con un contributo in conto interessi calcolato secondo una procedura specifica al tasso annuo del 2,75%, maggiorato del 30%, pari al 3,575%, nel caso i finanziamenti sottostanti siano dedicati ad investimenti in tecnologie collegate all’Industria 4.0. Possono godere di questo incentivo i finanziamenti erogati fino al 31 dicembre 2018 nei limiti delle risorse stanziate per tale misura che, secondo le elaborazioni del MISE, sono ancora disponibili per circa 400 milioni di Euro.

Incentivo sicuramente interessante, sia per l’entità, sia per l’orizzonte temporale di riferimento più ampio, è il credito d’imposta per ricerca e sviluppo: agevolazione già nota, ma potenziata e semplificata dalla Legge di Bilancio 2017. A partire dal 2017 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, è riconosciuto alle imprese un credito di imposta pari al 50% delle maggiori spese per ricerca e sviluppo rispetto alla media aritmetica delle medesime spese sostenute nei periodi d’imposta 2012-2014. Il credito d’imposta è riconosciuto fino ad un massimo di 20 milioni di euro annui per ciascun beneficiario. Il credito è utilizzabile esclusivamente a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è maturato, mediante la compensazione con altri debiti tributari nel modello F24, con un conseguente vantaggio.

L’accesso a tale agevolazione è automatico, ma presuppone la predisposizione e la conservazione di apposita documentazione certificata. L’impresa inoltre dovrà darne indicazione nella dichiarazione dei redditi (ie nel quadro RU del modello Redditi SC per le società di capitali).

Da ultimo, le agevolazioni appena esaminate oltre ad essere cumulabili tra di loro lo sono anche con ulteriori incentivi, quali: l’Aiuto alla Crescita Economica (ACE), il Patent box e gli incentivi agli investimenti in startup e PMI innovative.

L’ampia varietà di incentivi fiscali e finanziari previsti, così differenziati per tipologia e durata, possono sembrare per le imprese una foresta inestricabile, ma nella quale ci si può orientare con il supporto di specialisti che aiutino l’impresa a perseguire i propri progetti di innovazione ed investimento, beneficiando, a tutto tondo, delle misure di sostegno e di incentivo previste, con la consapevolezza che il Piano Industria 4.0. non si esaurisce con il solo iper-ammortamento.

 

Dott. Giuseppe Cagliero

Dottore Commercialista
Partner
Pirola Pennuto Zei & Associati
Studio di consulenza tributaria e legale

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