In crescita le start up italiane nel settore dei dispositivi medici

Gen 26, 2016
 

di Valentina Re Sartò, Analyst di NetConsulting cube

L’evoluzione tecnologica sta delineando un nuovo scenario nell’healthcare, in cui il paziente riveste un ruolo centrale. Più consapevoli, più hi-tec, più informati, i pazienti pretendono dal sistema sanitario servizi sempre più mirati e personalizzati. La tecnologia (IoT, mobile, big data) gioca un ruolo fondamentale a supporto dell’Healthcare e, in particolare, quello dei dispositivi medici in Italia è uno dei settori a più elevato tasso di innovazione, abilitante lo sviluppo di nuovi servizi di eHealth. Il comparto si caratterizza per elevati livelli di complessità ed eterogeneità delle aziende che vi operano (oltre 4.000 società) e delle famiglie di prodotti che ne fanno parte.

Secondo i dati del Rapporto 2015 di Assobiomedica su produzione, ricerca e innovazione nel settore dei dispositivi medici in Italia, negli ultimi anni il numero delle start up finalizzate allo sviluppo di nuove tecnologie healthcare è aumentato considerevolmente: il censimento, aggiornato al mese di giugno 2015, ha rilevato 291 start-up con attività in questo settore. Ma chi sono queste startup?

Il 60% delle start-up censite è concentrato nel Nord Italia, in quattro regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte. Fanalino di coda Umbria, Molise e Calabria. Circa la metà delle startup nasce all’interno delle Università: il 48% si sviluppa infatti da spin-off della ricerca pubblica, contro appena il 4% di spin-off aziendali, mentre il resto delle aziende cresce nei parchi tecnologici e negli incubatori. L’età media delle start-up censite è di poco superiore ai cinque anni; il 27%, tuttavia, ha meno di 48 mesi e dunque rientra nel registro delle startup innovative del Decreto Sviluppo 2.0.

Il maggior numero di start-up risulta attivo nel comparto della diagnostica in vitro (26%), seguito dal biomedicale strumentale (21%) e da quello dei servizi e software (20%).

Molte delle start up che operano in questo settore stanno sviluppando soluzioni nel campo delle tecnologie wearable, che includono dispositivi e app innovative per il monitoraggio di parametri vitali (es. frequenza cardiaca), di parametri associati a patologie croniche (es. i livelli di glicemia nel sangue per i diabetici), della corretta assunzione di un farmaco, sia in termini di frequenza che di dosaggio. Le industrie farmaceutiche sono sempre più interessate a questo tipo di soluzioni, con l’obiettivo di sfruttare le potenzialità dei wearable devices per trovare nuove modalità di interazione con i pazienti e raccogliere dati sul loro stato di salute e sull’utilizzo dei farmaci. Anche in Italia, le aziende farmaceutiche nel 2015 hanno iniziato ad avvicinarsi al mondo delle start up, dando vita ad incubatori/acceleratori e organizzando eventi di open innovation, a testimonianza del fatto che le opportunità di business tra questi due mondi esistono e necessitano solo di essere sviluppate.

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