Il colore del web e le notizie dello spazio

Feb 16, 2017
 

Si chiude una settimana che potremmo definire “blu”, come il colore del web. Poi parleremo del futuro secondo Elon Musk e di un particolare oggetto smart.

Il colore del web è il blu

“Nel 2014, John Herrman ha deciso di catalogare anche le più impercettibili differenze dei blu utilizzati nei siti web con maggior traffico. L’ultima analisi ci viene offerta dalle nuove visualizzazioni di Paul Herbert.

Herbert ha estrapolato i codici dei colori dalla top ten mondiale dei siti web, che includono i noti affezionati al blu: Google, Facebook e Twitter.

Non si tratta soltanto del colore blu di default #0000EE (l’hyperlink, per intenderci), individuabile in quasi tutti i siti. Si tratta di una vera e propria cascata di blu che partono dal blu cielo e saturano fino quasi al nero. Si direbbe che tutti i web designer partano dal blu prima di scegliere il colore successivo da utilizzare, saturandolo e desaturandolo fino a giungere al nero, grigio e bianco.”

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Facebook cambia il suo colore del web

“Accedendo a Facebook in queste ore potreste ritrovarvi con una particolare sensazione di stranezza: sentite che qualcosa è cambiato ma non riuscite a capire cosa. È normale, perché il social network ha deciso di modificare un piccolo dettaglio che però caratterizza l’elemento più in vista del portale: l’header che sovrasta tutte le pagine del sito web. Proprio questo elemento è cambiato nel corso delle ultime ore, da quando i vertici dell’azienda di Menlo Park hanno modificato il colore blu che caratterizza la lunga barra orizzontale. E che ora è molto più chiara rispetto a quella mostrata fino a ieri.”

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Diventeremo tutti cyborg? Secondo Elon Musk sì

“Ci aspetta un futuro da cyborg. Lo sostiene senza alcun dubbio Elon Musk, il fondatore di Tesla e ideatore di Space X, intervenuto al World Government Summit di Dubai. Gli uomini si dovranno fondere con le macchine, diventando una sorta di cyborg, per non diventare irrilevanti nell’epoca dell’intelligenza artificiale.”

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Cannuccia smart per Mc Donalds

“Chi è che non ha mai bevuto un frappè o un milk-shake, magari bi-gusto? Alzi la mano chi è rimasto soddisfatto dell’esperienza di degustazione. Ecco, McDonald’s ci è andata giù pesante per risolvere il problema, affidando il compito di progettare la cannuccia 2.0 ai medesimi team che hanno lavorato al Project Ara di Google (poi naufragato).

Il risultato è STRAW, che in inglese vuol dire proprio cannuccia, ma in realtà sarebbe l’acronimo di Suction Tube for Reverse Axial Withdrawal: tubo di suzione per il prelievo ad asse invertito (ecco, magari quando la chiedete in un ristorante McDonalds, non usate questa espressione). Un nome che suona altamente scientifico, al limite dell’intraducibile, per indicare una cannuccia a forma di uncino con ben quattro fori.”

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