I principali risultati della CIO Survey 2016

Apr 28, 2016
 

di Alessandro Croci, Senior Analyst di NetConsulting cube

 

 

Elemento centrale della CIO Survey 2016 è la Digital Transformation: quali impatti sul business si aspettano i CIO delle principali realtà italiane e quale l’arco temporale in cui avrà i suoi effetti più significativi? (figura 1).

Oltre la metà del panel di CIO intervistati ritiene che la pervasività delle tecnologie e del digitale porterà a creare nuovi modelli di business. Questa accezione emerge soprattutto nelle compagnie assicurative e nel settore bancario, negli altri settori è più diffusa la percezione di una trasformazione che porterà a svolgere in maniera più efficiente ed efficace i processi attuali, evidenza maggiormente sentita dal mondo industriale e dal settore energy/utilities.

Per altre realtà, invece, il principale impatto della Digital Transformation riguarderà l’ampliamento del mercato potenziale, dal momento che l’azienda avrà accesso a nuovi mercati/target, altrimenti difficili da raggiungere.

Per quanto riguarda le tempistiche, oltre la metà dei CIO ritiene che il cambiamento generato dalla Digital Transformation sul business sia già in atto soprattutto nel mondo finanziario ed assicurativo. Dal 2020 questo impatto riguarderà il 90% delle aziende di tutti i settori analizzati dalla Survey.

Qualunque sia l’impatto della Digital Transformation, la totalità dei CIO è d’accordo nell’affermare che tale fenomeno non possa essere ignorato, pena una mancata espansione del business, un mancato raggiungimento di nuovi segmenti di clientela/nuovi mercati ma anche una gestione operativa inefficiente.

Con riferimento ai Cantieri Digitali, ovvero i progetti su cui le aziende stanno maggiormente facendo leva per traguardare la Digital Transformation (Figura 2), la survey evidenzia come il Mobile sia nel 2016 l’area su cui si concentrano gli investimenti più significativi (quasi il 90% dei CIO prevede investimenti medio-elevati in quest’area), finalizzati a digitalizzare i processi, sia interni sia esterni al perimetro aziendale.

Il Mobile ha un potenziale elevato in termini di innovazione dei servizi al cliente oltre che di automatizzazione dei processi sia di front-office che di back-office, diventando sempre più uno strumento attraverso cui effettuare anche i pagamenti di beni e servizi.

Il Cloud Computing, area in cui oltre il 76% delle aziende sta investendo in modo significativo, nel 2016 entrerà in una fase di maggiore maturità in cui molte aziende opteranno per questo modello, con l’obiettivo di ridurre la complessità dell’IT, beneficiare di una maggiore flessibilità, industrializzare i processi, velocizzare i tempi di messa in produzione di nuove applicazioni o nuovi servizi.

Sui Big Data sono previsti investimenti medio-elevati dal 70% delle aziende del panel, su spinta delle maggiori potenzialità che le tecnologie per la gestione di elevati volumi di dati e informazioni presentano per innovare i servizi al cliente, velocizzare i processi e la disponibilità di reportistica in real time, assicurare una maggiore tempestività nei processi decisionali e negli interventi sul cliente.

In lieve flessione rispetto al 2015 gli investimenti in ambito social mentre quelli in IoT saranno circoscritti alle realtà di alcuni settori (Manifatturiero, Utilities, Trasporti e Assicurazioni) in cui la progressiva diffusione di sensori, protocolli di comunicazione, gateway e terminali connessi, associata a tecnologie IoT, va a supportare l’innovazione di prodotto e di servizio.

A supporto dei Cantieri Digitali, emergono numerose aree progettuali “trasversali” (figura 3).

In primis il consolidamento e l’integrazione del portafoglio applicativo (55% delle realtà del panel), ancora spesso composto da ambienti eterogenei che rendono qualsiasi attività di aggiornamento onerosa e dispendiosa, con potenziali rischi anche dal punto di vista della sicurezza.

Importanti evoluzioni sono in corso anche in ambito organizzativo: le strutture di Project management, di ICT governance, demand e risk management saranno oggetto per circa la metà delle aziende del panel di revisioni significative nel corso del 2016, nell’ottica di supportare in maniera più efficace il nuovo ruolo che l’ICT sta progressivamente assumendo.

Questa evoluzione, per circa un terzo del panel si realizza nell’ottica dello shared service, con un ICT che si pone come “fornitore” ed interlocutore alle varie linee di business.

Argomento di confronto con i CIO ha riguardato i parametri di valutazione utilizzati per i progetti ICT (figura 4): ancora prioritari e largamente diffusi criteri “tradizionali” legati al rispetto di parametri economico-finanziari e ROI di progetto, ma sono in crescita l’utilizzo di nuovi parametri quali il livello di customer satisfaction dei clienti o dei soggetti esterni impattati dalle evoluzioni ICT, la customer satisfaction interna e l’impatto di un progetto in termini di miglioramento del clima aziendale o di produttività dei dipendenti. Si tratta di parametri sicuramente di più difficile quantificazione e rilevazione, ma che evidenziano come sia in atto uno spostamento dell’attenzione da meri elementi di costo a fattori più qualitativi ed indicativi del reale impatto dei progetti, e che vedono un coinvolgimento delle aree business nella loro definizione e rilevazione.

CONDIVIDI L'ARTICOLO SUI SOCIAL

Comments are closed.