eHealth e innovazione: un appuntamento che la Sanità Italiana non può mancare

Mar 29, 2016
 

di Simona Lissemore, Project Manager di NetConsulting cube

Telemedicina, robotica, stampa 3D, wearables e apparati medicali, social media e applicazioni mobile, gaming, augmented reality, farmaci intelligenti, esoscheletri: la tecnologia e l’innovazione stanno cambiando radicalmente il mondo della Sanità e della medicina, permettendo percorsi di cura sempre più personalizzati, efficaci e meno soggetti a rischio clinico grazie a nuove modalità di controllo e governance dei processi.

Questi temi saranno analizzati e discussi da NetConsulting cube, attento osservatore del mondo della Sanità italiana ormai da diversi anni, con i partner Click Utility Team e GGallery a Genova durante il Life Tech Forum del 6 e 7 aprile.

L’osservazione a livello globale evidenzia come gli analisti siano concordi nell’affermare che i paradigmi digitali avranno un impatto fortissimo sul settore della sanità che si troverà a rivedere i propri processi e le proprie organizzazioni in modo profondo. Complessivamente le diverse stime ci indicano che l’eHealth nel 2016 a livello globale potrebbe valere tra i 100 e i 150 miliardi di euro, di cui circa 20 in Europa.

L’Unione Europea stima che il telemonitoraggio a casa dei malati di cuore potrebbe migliorare i tassi di sopravvivenza del 15% e nel contempo ridurre il numero dei ricoveri in ospedale del 26% portando a un risparmio del 10% dei costi sanitari. Usando inoltre le ricette elettroniche è possibile ridurre gli errori di aderenza terapeutica del 15%.

Si prevede che l’eHealth sarà fondamentale per mantenere la sanità sostenibile e accessibile a tutti, anche nello scenario di progressivo invecchiamento della popolazione, come sta avvenendo in diversi Paesi europei.

In effetti i principali trend demografici e di salute dei Paesi sviluppati – che evidenziano la riduzione delle nascite, l’invecchiamento progressivo della popolazione, l’aumento dell’incidenza delle patologie croniche quali diabete, obesità e ipertensione, l’incremento di malattie neurodegenerative – stanno mettendo a dura prova i sistemi sanitari di diversi Paesi, che faticano a rimanere sostenibili ed efficienti nel tempo.

La risposta quindi è da trovare nell’innovazione e nelle tecnologie elencate all’inizio dell’articolo, che abilitano nuove modalità di erogare le prestazioni e consentono maggiore efficacia e risparmi di risorse scarse quali ricoveri, farmaci, visite.

Analizzando la situazione italiana e partendo dai dati relativi al mercato digitale della Sanità si osserva un trend molto piatto, pari a +0,7% nel 2015 e una previsione per il 2016 di +1,1%, lievemente inferiore rispetto al mercato complessivo Digitale in Italia che evidenzia una crescita del +1% nel 2015 e +1,5% nel 2016 (Fig.1). Ad ancorare la crescita del mercato digitale nella Sanità sono le componenti più tradizionali: le manutenzioni e customizzazioni dei parchi applicativi ospedalieri richiedono elevate attività in Time & Material spesso caratterizzate da forti revisioni tariffarie annuali, mentre ad esempio l’adozione del cloud computing risulta ancora molto bassa.

La componente più innovativa del mercato della Sanità Italiana, che si può circoscrivere allo Smart Health, e fa riferimento a investimenti nel Fascicolo sanitario elettronico, nella cartella clinica elettronica, nelle piattaforme di telemedicina, nei wearables e nei dispositivi medicali indossabili, nell’mHealth e nel social health, nella robotica, nel gaming e nella realtà aumentata per la riabilitazione, vale nel 2015 il 12% del mercato totale della Sanità. Essa risulta quindi ancora relativamente piccola e tuttavia in forte crescita: +7,3% nel 2015 e + 9% nel 2016.

All’interno della componente Smart Health è possibile individuare una ulteriore componente fortemente connotata dall’innovazione: si tratta della componente che potrebbe cambiare gli assetti del mercato, rivelarsi dirompente e modificare i modelli, le filiere e gli ecosistemi del settore. Stiamo parlando del perimetro dell’Iot in Sanità a cui sono riconducibili la telemedicina e i wearables/dispositivi medicali, la robotica ovvero tutto quanto possa prevedere una sensorizzazione a supporto dell’invio dei dati sullo stato di salute e sui parametri vitali: tale componente pari al 6,7%

del mercato digitale della sanità è il nucleo della sanità digitale che cresce di più, 10.2% nel 2015 e 12,4% nel 2016.

La crescita di questo nucleo di mercato trainerà anche il mercato dei Big Data e della predictive analysis in ambito sanitario e porterà alla creazione di nuove filiere della salute estese sul territorio.

Figura 1 – Il mercato digitale nella Sanità in Italia, 2014-2016

fig1_marzo2016

Fonte: NetConsulting cube, marzo 2016

Ma quali sono in concreto le innovazioni tecnologiche e digitali di cui stiamo parlando? E quali le applicazioni pratiche?

Vediamone alcune:

  • Telemedicina e telemonitoraggio: oggi in questi ambiti vi è molto fermento anche in Italia, con sempre maggiori ambiti di applicazione in particolare per il monitoraggio di patologie croniche (diabete, cardiache, ipertensione, disturbi respiratori). La telemedicina permette forti risparmi per il sistema sanitario ed un monitoraggio costante del paziente. Può essere utilizzata come telemonitoraggio anche all’interno dei reparti per il controllo del rischio clinico grazie ad una maggiore standardizzazione dei processi. Rende più efficaci le cure e permette all’ospedale di mantenere l’interazione costante con il paziente da remoto e presso il domicilio;
  • Wearables e dispositivi medici connessi: insieme alla telemedicina e al telemonitoraggio, queste due tematiche prese congiuntamente identificano la principale declinazione dell’IoT in ambito sanitario. I wearables diventano sempre più piccoli ed impiantabili (dalle valvole cardiache connesse ai chip sottopelle) ed inviano dati e parametri sullo stato di salute; i dispositivi medicali sono un ambito molto interessante sia per la possibilità delle aziende produttrici di conoscere il proprio cliente, sia per la possibilità di effettuare anche remote maintenance sui dispositivi;
  • Robotica e stampa 3D: nelle strutture ospedaliere sta aumentando l’utilizzo di robot umanoidi presso i reparti anche per teleconsulti e di bracci robotici in ambito chirurgico, di stampanti 3D in particolare per riprodurre protesi incluse quelle dentali, mentre la frontiera sarà rappresentata dalla riproduzione di tessuti e organi umani, di esoscheletri per la riabilitazione. Un ambito che sta ricevendo forte attenzione da parte delle strutture ospedaliere e dei professionisti medici riguarda l’utilizzo di giochi di ruolo con l’ausilio di tablet o touch screen per i malati di malattie neurodegenerative al fine di fornire i corretti stimoli per ridurre o contenere il progresso della malattia;
  • Social e mobile: eHealth in Italia significa anche maggiore utilizzo di strumenti già ampiamente presenti in altri settori come il social e il mobile che possono abilitare una serie di attività non solo informative ma anche dispositive (si pensi all’m-payment per visite ed esami) con forte risparmio di costi e riduzione delle tempistiche personalizzando tuttavia il rapporto con il cittadino/paziente. E significa anche digitalizzazione di processi, basti pensare ai benefici che porterà a tutto il sistema sanitario nazionale l’introduzione della ricetta elettronica per i farmaci resa obbligatoria dal primo marzo;

Ma quali saranno i principali impatti e i benefici per la Sanità italiana?

Occorre distinguere due livelli, nel primo vi sono benefici per tutto l’AS IS: ottimizzazione e digitalizzazione dei processi di cura che risultano più automatizzati e dunque permettono una migliore governance del rischio clinico associato a errori umani; come già indicato precedentemente una maggiore efficacia dei percorsi di cura che si associa anche a una maggiore sopravvivenza dei pazienti.

Un aspetto fondamentale è anche quello legato ai dati che possono essere raccolti in particolare dalle piattaforme di telemedicina e che potrebbero essere analizzati sia per rendere maggiormente precisa la singola prestazione, sia in logica di Big Data per l’ottimizzazione delle cure per patologia e per prevenzione o per la definizione di mirate campagne di screening.

Sul secondo livello invece, il TO BE, l’innovazione in Sanità porterà ad impatti sull’organizzazione dei servizi sul territorio, grazie a filiere estese di player che si integreranno (ad esempio ASL/azienda ospedaliera, centro servizi, cooperativa socio sanitaria, comune per gli anziani) ed integreranno i propri processi grazie alla digitalizzazione. Nasceranno nuove offerte e servizi in ambito salute e assistenza anche grazie ad accordi pubblico-privato (azienda ospedaliera, RSA e cliniche private, assicurazioni) per garantire a pazienti cronici o ad anziani un’assistenza crescente in base al decorso della vecchiaia o delle patologie.

Vi è da aspettarsi quindi nei prossimi anni l’emergere di nuovi modelli di organizzazione della sanità sul territorio e di nuovi modelli di business in cui tuttavia il tema “digital” e tecnologia sarà sempre più pervasivo e importante.

CONDIVIDI L'ARTICOLO SUI SOCIAL

Comments are closed.