Bofrost sperimenta l’intelligenza artificiale per la spesa innovativa

Ott 26, 2017
 

di Vittorio Arighi, Practice Leader di NetConsulting cube

Un chatbot per gestire ordini e consegne dei clienti aziendali

 

Come è nata l’esigenza di applicare l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning all’interno di Bofrost

Bofrost è un’azienda italiana leader nella vendita diretta a domicilio di specialità alimentari surgelate senza nessuna interruzione della catena del freddo. Vi lavorano 2.400 persone in tutta Italia e la sede centrale si trova a San Vito al Tagliamento (PN).«L’azienda è sempre alla ricerca di canali innovativi per raggiungere la clientela» commenta Gianluca Tesolin, Amministratore Delegato di Bofrost. «Questo l’ha spinta ad investire su una soluzione che favorisse il dialogo fra il cliente e l’azienda attraverso Telegram, per mezzo di un chatbot».

Quello del chatbot è di fatto un nuovo canale di vendita che si affianca agli altri adottati da Bofrost. Il suo compito è di facilitare l’accesso ai prodotti e servizi Bofrost da parte di nuovi utenti e di semplificare l’esperienza d’acquisto, portandola in uno strumento d’uso comune come lo smartphone, attraverso una modalità di comunicazione sempre più diffusa, l’instant messaging.

La soluzione scelta da Bofrost è quella della startup A Cute Robot di Pordenone.

 

Quali sono i principali ambiti di utilizzo della soluzione, e per fare cosa

Il chatbot ha permesso di sviluppare servizi rivolti alla nostra clientela Business Food (cioè dove i dipendenti, per i pasti, si avvalgono dei prodotti e servizi Bofrost) e poi, successivamente, sarà utilizzato per offrire nuovi servizi rivolti ai clienti privati che vivono nelle aree metropolitane.

Il chatbot è un interlocutore virtuale che aiuta a fare acquisti condivisi, aggregando gli ordini di un gruppo di persone (chiamato “cliente sciame”). Il punto di forza di questa intelligenza artificiale è che è ben integrata con il knowledge di base aziendale: conosce i prodotti ed è capace di chattare con i colleghi (nel caso di un’azienda) che fanno parte del gruppo d’acquisto rispondendo alle domande, facendo ricerche specifiche (per esempio sui prodotti adatti a chi ha intolleranze alimentari) e dando indicazioni su eventuali promozioni. «Con un linguaggio naturale, come se si parlasse con una persona, si può poi dire al chatbot di aggiungere i prodotti al carrello e verificare quando è programmata la spedizione

La logistica viene semplificata riducendo al minimo il numero di consegne. Gli appartenenti al gruppo possono gestire in autonomia il proprio ordine, che verrà aggregato alla spesa dei colleghi creando un unico ordine per azienda e una unica consegna dei pasti da consumare.

 

Quali sono gli ambiti di attenzione da considerare nel momento in cui si implementa un Chatbot

La fase di sperimentazione è fondamentale per “insegnare” al chatbot a interagire con le Persone. Non serve infatti impartire comandi con una sintassi rigida: il software impara man mano il linguaggio naturale per dare risposte sempre più pertinenti, capire le esigenze dei clienti e aiutarli a fare la spesa.

E’ per questo che, per testare il chatbot, sono state selezionate due aziende. La prima è A2Bgroup, realtà di Udine distribuita su più sedi con 15 collaboratori diretti, e la seconda è il Talent Garden Pordenone, incubatore di startup dove attualmente lavorano 24 persone.

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