Arriva il Nuovo Regolamento UE sulla Data Protection

Set 28, 2015
 

 

di Valentina Re Sartò, Analyst di NetConsuting cube

 

La protezione dei dati personali riveste un’importanza fondamentale per l’Agenda digitale europea e, più in generale, per la strategia Europa 2020. Le imprese che operano nell’Unione Europea, dunque anche i Cloud Provider, dovranno presto adeguarsi al nuovo Regolamento europeo sulla Privacy, che vedrà la luce entro la fine del 2015.

La normativa nasce in risposta, da un lato, alla rapida evoluzione tecnologica e alla diffusione dei servizi digitali che ha modificato le modalità di raccolta e di trattamento dei dati personali; dall’altro, alla frammentazione delle normative in materia presenti oggi nei diversi Stati europei. Le nuove disposizioni infatti sostituiranno la vecchia Direttiva del 1995, che era stata recepita con modalità profondamente diverse da Stato a Stato, garantendo così una maggiore uniformità nei 28 Stati membri UE in materia di privacy dei dati, soprattutto online. Si stima che, con l’adeguamento delle imprese titolari del trattamento dei dati alla nuova normativa unica, vi sarà un risparmio economico di circa 2,3 miliardi di euro l’anno. In particolare, l’unicità delle norme andrà a beneficio delle piccole e medie imprese, portando alla significativa riduzione di oneri burocratici quali, per esempio, gli obblighi di comunicazione e notificazione alle Autorità competenti.

Questa legge introdurrà una serie di importanti innovazioni in termini di controlli e sanzioni; di seguito riportiamo le principali:

  • Il rafforzamento dei diritti dell’interessato, tra cui il diritto all’oblio e il diritto alla portabilità dei dati, che garantirà il trasferimento da un service provider all´altro;
  • Le norme saranno applicate anche alle imprese extraeuropee che offrono servizi nell’UE, garantendo standard più elevati di tutela dei dati personali;
  • Vi saranno maggiori poteri sanzionatori delle Autorità per la privacy nazionali che potranno emettere sanzioni nei confronti dei soggetti che violano le nuove regole fino al 2% del loro fatturato globale annuo (si noti che il Parlamento europeo ha sollevato la proposta di aumentare tale percentuale al 5%).
  • “One stop shop”: il nuovo Regolamento prevedrà, per i titolari del trattamento dei dati, la possibilità di interagire con una sola Autorità per la privacy, anziché con le 28 autorità locali dei singoli Paesi, rendendo più semplice e meno oneroso per le imprese svolgere il proprio business in Europa.

Per seguire l’iter finale del nuovo Regolamento europeo sulla privacy  clicca qui.

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