Archeologia digitale: dai dati ai mammut

Lug 14, 2017
 

Questa settimana parliamo di archeologia digitale, quella che serve per recuperare dati non irrimediabilmente perduti e quella che potrebbe far rivivere i mammut. Pareleremo inoltre di un’app che trasforma la voce in testo e dell’immancabile stampa 3D.

 

Archeologia digitale: per non perdere la memoria

“Dentro i servizi cloud che usiamo, dai social network agli archivi online, c’è quel pezzo della nostra vita digitale che non abbiamo ancora capito se valga la pena conservare o se vada lasciato in gestione da altri. Un pensiero automatico è che ciò che scriviamo, i siti dove siamo andati, la cronologia dei nostri like fino agli indirizzi dei siti preferiti saranno comunque a disposizione.”

Ma se determinate piattaforme andassero offline? C’è archive.org, un’ente no profit nato nel 1996 che conserva copia dell’Internet intero, con un eccezionale archivio multimediale. Navigare nelle risorse dell’archivio aiuta a comprendere cos’era internet prima dei social e lascia pensare che non tutto potrebbe andar perso alla chiusura di una piattaforma passata di moda.


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Torneranno i mammut?

Peter Thiel, co-founder di payPal, ha appena finanziato un progeto che si potrebbe definire bizzarro o molto ambizioso, a seconda dei punti di vista.

“Thiel nel 2015 avrebbe deciso di stanziare 100mila dollari per riportare in vita un animale preistorico: il mammut lanoso.
Come riportato dal ricercatore George Church alla rivista del Massachusetts Institute of technology, il numero uno di PayPal avrebbe deciso di supportare questo progetto che vede protagonista una specie particolarmente di mammut estinta circa 10mila anni fa. In maniera analoga a quanto visto nel film Jurassic Park, il team di ricercatori dell’università di Harvard al lavoro sul progetto sta modificando il Dna delle cellule degli elefanti con quello dei mammut ritrovati.”

 

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Messaggi vocali che diventano testi

C’è un’app che trasforma i messaggi vocali in testi. Speechless è in’applicazione mobile totalmente Made in Italy che consente di leggere i messaggi vocali risolvendo i problema di non poterli ascoltare per qualsiasi motivo (si pensi ad un messaggio urgente che però resta inascoltato perché si è in un contesto di totale silenzio).

“L’app nata dalla creatività dello studio bergamasco Becreatives, e disponibile gratuitamente sia per iOS che per Android, cavalca quelli che sono i trend del momento: quotidianamente la piattaforma WhatsApp è utilizzata da 1,2 miliardi di persone in tutto il mondo, e il 25% delle conversazioni avviene tramite messaggi audio, tendenza in costante crescita.”

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Cuore stampato in 3D

Torniamo sulla stampa 3D per una notizia che arriva dal campo bio-medicale: un gruppo di ricercatori svizzeri è risucito a stampare un organo cardioaco in 3D. Il cuore ha la stessa consistenza dell’organo vero ed è perfettamente funzionante. L’aver prodotto un organo “soft”, eliminerebbe i limiti finora incontrati con le protesi cardiache stampate in 3D: i meccanismi metallici e plastici che non consentivano una riprosuzione ottimale.

Ci auguriamo che il prossimo passo vada a rivoluzionare il mondo dei rapianti caridaci.

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